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Regolamento completo del Burraco tradizionale

 

PREFAZIONE

 

In Italia il gioco del Burraco è disciplinato dalle normative contemplate nei codici di gara della federazione di appartenenza.

 

Esistono diverse federazioni:

 

  • Burraco UP
  • ENDAS BURRACO
  • FAIB
  • FEBURIT
  • FEDIBUR
  • FIBUR
  • FIGIBUR
  • FITAB
  • UISP

e spesso accade che le regole atte a sanare eventuali infrazioni di gioco siano diverse perché emanate dalla diversa Federazione di appartenenza.

 

Succede anche che una procedura di gioco non sia enunciata nel regolamento perché non contemplata dalla federazione stessa.

 

Scopo di questo manuale guida è quello di unificare le procedure di gioco per fare in modo che in tutti i centri CSA venga applicato un unico regolamento e quindi lo stesso rimedio ad ogni infrazione e/o irregolarità di gioco che volontariamente o involontariamente  possa accadere.

 

Il presente regolamento è destinato a definire la corretta procedura e a provvedere agli adeguati rimedi per ogni infrazione alla procedura stessa, perseguendo i principi di lealtà e sportività che caratterizzano o devono caratterizzare le competizioni nel gioco del Burraco.

 

Buon gioco a tutti.

Lo staff di ProAnziani

 

 

   SOMMARIO

 

   DEFINIZIONI

 

   PRELIMINARI:

 

Art. 01 Mazzo di carte
Art. 02 Composizione dei tavoli
Art. 03 Tavolo incomplete
Art. 04 Preparazione e svolgimento del gioco
Art. 05 Mazziere, mescolatura, distribuzione delle carte,      composizione dei   pozzetti
Art. 06 Turni di gioco: tempi
Art. 07 Procedure e tempi di gioco
 SVOLGIMENTO DEL GIOCO:

 

Art. 08 Pesca dal tallone
Art. 09 Raccolta dal monte degli scarti
Art. 10 Monte degli scarti
Art. 11 Combinazioni e sequenze
Art. 12 Jolly e pinelle
Art. 13 Sequenze
Art. 14 Combinazioni
Art. 15 Burrachi
Art. 16 Scarto delle matte
Art. 17 Time-out
Art. 18 Stallo
Art. 19 Chiusure, tipologie e bonus
Art. 20 Conteggio dei punti
Art. 21 Score, compilazione e consegna
Art. 22 Errori e correzioni
 IRREGOLARITA’:

 

Art. 23 Responsabilità oggettiva dei giocatori (concorso di colpa)
Art. 24 Condotta di gioco e penalità
Art. 25 Irregolarità
Art. 26 Suggerimenti
Art. 27 Pozzetti con meno di 11 carte
Art. 28 Pozzetti con più di 11 carte
Art. 29 Pozzetti delle smazzate precedenti
Art. 30 Pozzetti visti fuori turno
Art. 31 Erronea presa del pozzetto
Art. 32 Pozzetto esposto
Art. 33 Carta giocata
Art. 34 Carta duplicata
Art. 35 Carta bruciata
Art. 36 Carta fantasma
Art. 37 Carta eccedente
Art. 38 Carta esposta
Art. 39 Carta muta
Art. 40 Carta penalizzata
Art. 41 Carta penalizzante
Art. 42 Carta rinvenuta lontano dalla zona di gioco
Art. 43 Carta sanabile
Art. 44 Giochi congelati
Art. 45 Giochi congelati temporaneamente
Art. 46 Lancio
Art. 47 Scarto multiplo
Art. 48 Giocate simultanee
Art. 49 Carte mancanti o eccedenti dal mazzo
Art. 50 Aperture errate
Art. 51 Giochi con carte eccedenti
Art. 52 Mancata pesca o raccolta
Art. 53 Pesca dal tallone fuori turno
Art. 54 Raccolta dal monte scarti fuori turno
Art. 55 Giocata fuori turno senza pesca o raccolta
Art. 56 Giocata dopo lo scarto
Art. 57 Continuazione del gioco a seguito di richiesta intervento arbitrale
Art. 58 Pesca dal tallone dopo aver preso il pozzetto in diretta
Art. 59 Raccolta dal monte degli scarti dopo aver preso il pozzetto in diretta
Art. 60 Apertura di combinazioni uguali
Art. 61 Chiusura con scarto e mancanza di burraco
Art. 62 Chiusura con scarto della matta
Art. 63 Chiusura senza scarto
Art. 64 Chiusura non valida per aver commesso un’infrazione
Art. 65 Chiusura al monte
Art. 66 Chiusura impossibile per mancanza di gioco da parte di tutti
Art. 67 Chiusura non valida per carta eccedente
Art. 68 Chiusura non valida per scarto multiplo
Art. 69 Chiusura non valida per mancata pesca o raccolta
Art. 70 Chiusura impossibile per mancanza di carte
Art. 71 Chiusura impossibile per scadenza “time out”
Art. 72 Chiusura impossibile per situazione di stallo
Art. 73 Gioco al monte
Art. 74 Mancato conteggio dei punti
 SOSTITUZIONI – ABBANDONO DELLA GARA – RITARDI:

 

Art. 75 Tempi di gioco
Art. 76 Abbandono della gara
Art. 77 Ritardi
   NORME COMPORTAMENTALI

 

Art. 78 Giustizia Sportiva
Art. 79 Etica di gioco
  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DEFINIZIONI

 

Andare a pozzetto “in diretta” Prendere il pozzetto senza effettuare lo scarto
Angolista La persona che assiste, previa autorizzazione di tutti i giocatori presenti al tavolo, ad una partita di burraco
Aprire i giochi Esporre sul tavolo le proprie carte in sequenze o combinazioni
Arbitro La persona designata a far rispettare la corretta procedura di gioco in una competizione
Assegnazione del posto al tavolo da gioco Indicazione del posto al tavolo che il giocatore dovrà occupare
Avversario Un giocatore della coppia avversaria
Base La somma dei punti derivanti dai burrachi e dalla chiusura
Bonus – Punti Premio Qualsiasi punteggio acquisito oltre i punti carte: Burrachi e Chiusura
Burraco pulito Insieme, senza matta, di 7 o più carte uguali o ordinate dello stesso seme
Burraco sporco Insieme di 7 o più carte uguali o di 7 o più carte ordinate dello stesso seme, in cui è compresa una matta
Calare le carte Collocare le carte sul tavolo poste in sequenze o combinazioni
Carta duplicata Sono tre o più carte dello stesso valore che abbiano lo stesso valore e colore 
Carta eccedente  Si definisce eccedente la carta che figuri incompatibile nei giochi nei quali sia stata inserita o ai quali venga legata
Carta esposta Si definisce carta esposta, la carta che viene vista da almeno un giocatore del tavolo o quando un giocatore al tavolo rende nota una o più carte in suo possesso
Carta fantasma  Si definisce tale la carta “accidentalmente nascosta” rinvenuta in un gioco aperto o esistente o insieme alla carta di scarto
Carta giocata  Una carta si definisce “giocata”, quando è stata anche solo parzialmente poggiata sul tavolo
Carta bruciata  Una carta si definisce “bruciata”, quando viene posta sotto il tallone per non essere giocata
Carta muta  Si definisce tale la carta che viene lanciata al compagno di gioco senza specificargli la collocazione precisa

 

Carta penalizzata Si definisce carta penalizzata, la carta che viene giocata impropriamente e che non è carta sanabile nell’immediato tempo utile di gioco del colpevole 
Carta penalizzante  Si definisce carta penalizzante una cart ache seppur regolare può diventare penalizzata in particolari situazioni di gioco

 

Carta presa  Una carta si definisce “presa”, quando è stata anche solo parzialmente sollevata dal tallone o dal monte degli scarti o quando, le carte costituenti il “monte scarti” sono state trascinate a sé.
Carta rinvenuta lontano dalla zona di gioco Carta trovata lontano dalla zona di gioco (es. per terra)
Carta sanabile Carta/e da giocare nell’immediato tempo utile di gioco del colpevole. 
Chiudere il gioco – Chiusura  Si definisce “chiusura” l’esaurimento di tutte le carte del ventaglio. Un giocatore non ha la possibilità di chiudere al primo giro di una smazzata, ossia prima che tutti i giocatori abbiano fatto almeno una giocata.
Combinazione Insieme di 3 o più carte uguali
Compagno Il giocatore con il quale si compone la coppia o la squadra
Congelamento definitivo Un gioco si intende congelato quando non vi è la possibilità di sanarlo. I valori delle carte rimangono positivi ad eccezione di quelle eccedenti, così come l’eventuale burraco realizzato prima del congelamento.
Congelamento temporaneo Il congelamento si definisce “temporaneo” quando il gioco congelato è reso valido al successivo turno di gioco del giocatore che ha commesso l’infrazione (nel frattempo il suo compagno non potrà legarvi carte).
Concorrente Nei tornei individuali è un giocatore, nei tornei a coppie sono due giocatori che giocano insieme per tutta la gara, nei tornei a squadre sono  quattro o più giocatori che giocano come compagni di squadra.
Dichiarazione L’enunciazione del giocatore che indichi dove legare la/e carta/e lanciata/e o passata/e al compagno.
Direzione di gara Staff che organizza e dirige una gara di burraco
Distribuzione carte Dare a tutti i giocatori, in senso orario, lo stesso numero di carte prima di iniziare a giocare.
Espulsione Provvedimento disciplinare comminato dall’arbitro o da un organismo della giustizia sportiva ad un giocatore
Fare gioco Per “fare gioco” si intende: pescare/raccogliere, legare carte, aprire combinazioni/sequenze e scartare
Formazione tavoli Assegnare il posto al tavolo ad ogni giocatore
Giocata simultanea  Calare un gioco e scartare contemporaneamente. Tale azione viene sanzionata con una ammonizione
Gioco Il complesso delle giocate effettuate
Gioco al monte  L’azione del giocatore che cali una o più carte in suo possesso occorrenti per completare il gioco con le carte presenti nel monte degli scarti

 

Indicazioni di gioco  Specificare al proprio compagno di gioco dove collocare le carte che gli vengono passate o lanciate

 

Irregolarità L’infrazione delle norme stabilite dal Codice
Lancio  L’azione del giocatore che lanci le carte al proprio compagno col fine di legarle o di aprire nuovi giochi

 

Legare  Aggiungere una o più carte a giochi aperti

 

Linea Disposizione dei giocatori al tavolo convenzionalmente definite Nord-Sud e Est-Ovest.  E’ fissa o mobile a secondo che la coppia rimanga allo stesso tavolo o debba spostarsi
Mano Periodo di gioco che inizia con la distribuzione delle carte e termina con la chiusura
Mancata pesca Quando un giocatore al proprio turno di gioco, inizia a giocare senza aver pescato dal tallone
Matta Sono dette “matte” tutti i jolly e tutti i 2 (pinelle)
Mazzo di carte Le 104 carte (2 mazzi di carte anglo-francesi) più i 4 jolly
Mazziere Il giocatore che ha facoltà di mescolare per ultimo le carte e provvede a distribuirle
Metodo Danese Metodo in cui la posizione delle coppie ai tavoli, viene stabilita in base ai punteggi similari acquisiti nella classifica generale
Metodo Mitchell Metodo che stabilisce la posizione delle coppie ai tavoli, dove la coppia Nord-Sud rimane fissa al tavolo, mentre la coppia Est-Ovest  progredisce di uno o più tavoli
Monte degli scarti  Insieme di carte scoperte formato dalla prima carta e/o dagli scarti successive
Onori Punteggio assegnato per ogni burraco e per la chiusura finale
Partita Insieme delle smazzate
Penalità Sanzione da infliggere a chi trasgredisce i regolamenti
Pescare Acquisire (sollevando anche solo un lembo) la carta coperta del tallone
Pinelle Sono dette “Pinelle” tutti i 2 del mazzo
Pozzetto Insieme delle 11 carte coperte estratte dal fondo del tallone
Provvedimento disciplinare Atto procedurale regolato e sancito dai regolamenti
Punteggio arbitrale E’ un punteggio attribuito dall’Arbitro
Punti  Il punteggio acquisito sommando il valore delle carte, alla fine della smazzata

Match Points  (M.P.) è il punteggio ottenuto dalla somma del valore delle carte e di eventuali  “bonus” o burrachi

Victory Points  (V.P.) è il punteggio convenzionale calcolato dalla differenza dei Match Points, ottenuti dalle due linee di gioco

Raccogliere  Acquisire, sollevando anche solo un lembo di una carta o avvicinandole a sè, le carte dal “monte degli scarti”
Rango delle carte Valore convenzionalmente assegnato ad ogni singola carta
Referto arbitrale  Documento ufficiale probatorio redatto dall’arbitro, sui fatti avvenuti  in contravvenzione ai regolamenti durante lo svolgimento di una gara

 

Responsabilità oggettiva dei giocatori Comportamento che lo rende l’unico artefice delle sue decisioni di gioco.
Richiamo ufficiale  Sanzione verbale rivolta dall’arbitro al giocatore colpevole di aver commesso un’infrazione
Risarcimento Punti da attribuire alla coppia danneggiata
Ritardo ad una gara Presentarsi al tavolo da gioco dopo il fischio d’inizio dell’arbitro
Sanare il gioco Regolarizzare un gioco errato
Sanzione arbitrale  Atto attraverso il quale l’arbitro notifica un provvedimento nei confronti di un giocatore che si è reso colpevole di aver trasgredito i regolamenti

 

Scartare secondo norma  Scartare dalla carta più alta alla più bassa di valore e a parità di valore, secondo i semi: (cuori) (quadri) (fiori) (picche)

 

Scarto Carta giocata da ogni giocatore che conclude il proprio turno di gioco e concorre a formare il monte degli scarti
Scartare immediatamente Lo scarto immediato comporta l’istantanea interruzione del gioco
Scarto multiplo Scarto contemporaneo di due o più carte
Score Foglio utilizzato per trascrivere i punteggi acquisiti
Seme I simboli (cuori) (quadri) (fiori) (picche), che contraddistinguono le carte
Sequenza Insieme ordinato di tre o più carte dello stesso seme
Sessione Insieme dei turni di gara giocati consecutivamente
Smazzata La distribuzione delle carte per formare “la mano” dei giocatori compresi  i pozzetti
Stallo  Cambio carta intenzionale effettuato dalle due linee di gioco per più di due giri consecutive

 

Stillare o spillare  Equivale a far scorrere lentamente la carta in modo da venire a conoscenza della successiva, scoprendone uno degli angoli di quel tanto che basta per conoscere il valore della carta stessa.

 

Suggerimento Azione non consentita con la quale si influenza la giocata del proprio socio per trarne vantaggio
Tagliare L’azione obbligatoria del giocatore che precede il mazziere il quale non può nè alzare una carta, nè lasciare una carta
Tallone  Le carte residue da porre al centro del tavolo coperte, dopo la distribuzione delle quattro mani e la composizione dei 2 pozzetti
Tallone esaurito  Tallone in cui sono rimaste solo due carte
Tavolo Per “Tavolo” si intendono le due linee di giocatori presenti
Tavolo ”incompleto”  Tavolo costituito da una sola coppia di giocatori a cui viene assegnato un punteggio di 14 V.P. (nel caso di 3 smazzate) e di 13 V.P.(nel caso di 4 smazzate)
Time out  Fase in cui allo scadere del tempo previsto per lo svolgimento del turno inizia un giro completo dopo lo scarto del mazziere della mano in corso
Tempo di gioco Il tempo a disposizione dei giocatori per terminare il turno
Tempo di giocata  Tempo a disposizione di ogni giocatore per effettuare i propri giochi (dalla pesca o raccolta allo scarto)

 

Turno  Insieme delle mani di gioco nelle quali una copia gioca con gli stessi avversari
Turno (proprio turno di gioco) Tempo a disposizione del giocatore per fare gioco (dalla pesca o raccolta allo scarto)
Turno successivo  Momento in cui il gioco ritorna in mano a chi ha effettuato una precedente giocata
Ultimo gioco effettuato Per ultimo gioco effettuato si intende l’ultima carta legata o l’insieme delle carte che costituiscono la combinazione o la sequenza che per ultima è stata aperta
Valore carta Indica il valore in punti della singola carta
Ventaglio  Disposizione obbligatoria delle carte in mano ai giocatori che consente in ogni momento la visione del numero di carte possedute

 

Zona di gioco E’ lo spazio in cui disputano una partita, almeno due linee di gioco opposte.
  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Art. 01

Mazzo di carte

 

Il Burraco si gioca con due mazzi di carte anglo-francesi di 54 carte ciascuno (i 4 jolly compresi).

 

Rango dei semi:

Il rango dei semi in ordine decrescente è:

♥ (cuori)  ♦(quadri)  ♣ (fiori)  ♠(picche)

 

Rango delle carte:

Le carte di ogni seme in ordine decrescente è:

2 A K Q J 10 9 8 7 6 5 4 3

Il jolly è la carta di rango più elevata

 

Valore delle carte:

              

carte Jolly 2 (pinella) asso K Q J 10 9 8 7 6 5 4 3

punti

30

20

15

10

5

 

 

Art. 02

Composizione dei tavoli

 

Gli accoppiamenti

I quattro giocatori al tavolo costituiscono due coppie o linee avversarie e siedono convenzionalmente ai tavoli, numerati dall’Arbitro, secondo la rosa dei venti: Nord/Sud ed Est/Ovest.

 

–          Nei tornei a coppie i concorrenti si iscrivono come coppia e mantengono l’accoppiamento per tutta la gara;

–          Nei tornei a squadre i concorrenti si iscrivono come squadra ed hanno la possibilità di modificare gli accoppiamenti prima dell’inizio di ogni partita, nell’ambito della stessa squadra;

–          Nei tornei individuali ogni giocatore si iscrive singolarmente e cambia l’accoppiamento ad ogni turno.

 

Assegnazione dei posti

La formazione dei tavoli al primo turno di gioco può essere effettuata:

  1. A scelta dell’Arbitro
  2. In base all’ordine di iscrizione
  3. Per sorteggio

 

L’abbinamento per i turni successivi può essere effettuato (dandone preventiva comunicazione ai partecipanti prima dell’inizio della competizione) secondo il:

 

  • Sistema Danese puro (primo classificato contro secondo, terzo contro quarto, etc.)
  • Sistema Danese modificato (non si possono incontrare le coppie o le squadre che si siano affrontate nel turno precedente, salvo all’ultimo turno)
  • Sistema Mitchell (la coppia fissa resta ferma allo stesso tavolo mentre la coppia mobile al turno successivo si sposta)
  • Sistema all’Italiana (la coppia o la squadra incontra una volta tutte le altre formazioni  incluse nel proprio girone secondo un calendario prestabilito)

 

 

Art. 03

Tavolo incompleto (zoppo)

 

Nell’eventualità che le coppie partecipanti fossero dispari il tavolo con il numero più alto verrà assegnato alla coppia iscritta per ultima (se si usa il sorteggio all’ultimo estratto) la quale non giocherà il primo turno e usufruirà:

 

  • Nei turni da 2/3 smazzate di un punteggio equivalente al 70% dei punti massimi disponibili:  14 VP e 355 MP.
  • Nei turni da 4/5 smazzate di un punteggio equivalente al 60% dei punti massimi disponibili: 12 VP e 355 MP

 

Nei turni successivi (dandone preventiva comunicazione) l’ultimo tavolo sarà occupato:

  • dalla coppia del tavolo precedente
  • dalla coppia che ha totalizzato il minor punteggio nel turno
  • dalla coppia che ha totalizzato il minor punteggio nella somma dei turni giocati

 

Una coppia non può riposare due volte nella stessa Sessione.

 

 

Art. 04

Preparazione e svolgimento del gioco

 

Prima di iniziare il gioco i giocatori estraggono una carta dai due mazzi di carte posti coperti sul tavolo.

 

Il giocatore che estrae la carta più alta ha diritto alla compilazione dello score, a scegliere la linea e la posizione al tavolo e ad essere servito dal giocatore della coppia avversaria che ha estratto la carta più bassa.

 

A parità di valore di carta estratta vale la gerarchia dei semi.

 

Nel caso in cui due giocatori estraggano carte di medesimo valore e seme ivi compresi i jolly, essi, mantenendo la priorità acquisita nei confronti degli altri giocatori, estraggono un’altra carta per stabilire la posizione al tavolo.

 

E’obbligatorio da parte dei giocatori, prima dell’inizio della partita, controllare il mazzo di carte e, in caso di difformità, provvedere al ripristino.

 

 

Art. 05

Mazziere, mescolatura, distribuzione delle carte e composizione dei pozzetti

 

Il mazziere deve:

  • Mescolare le carte,  dando la possibilità ad ogni giocatore di mescolare preventivamente.

 

  • Far tagliare il mazzo al giocatore alla sua destra, che non potrà lasciare una sola carta né potrà alzare una sola carta.

 

  • Ricomporre il tallone e prendere le carte sufficienti per la distribuzione lasciando un congruo mazzetto di carte per la composizione dei pozzetti.

 

  • Distribuire le carte, 11 per giocatore, in senso orario, una per volta.

 

 

Contemporaneamente il giocatore alla destra del mazziere:

 

  • Prende le carte da sotto il mazzo e compone coperti – due pozzetti di 11 carte ciascuno
  • Colloca sul lato destro del mazziere i due pozzetti di 11 carte ciascuno, tenendo presente che il pozzetto completato per ultimo sarà il secondo ad essere giocato e va posto al di sotto dell’altro.

 

  • I due pozzetti verranno posizionati uno sopra l’altro, e non a croce, formando un unico pozzetto di 22 carte.

 

  • Il primo pozzetto di undici carte verrà contato e consegnato all’avente diritto dal giocatore che lo precede.

 

Terminata la distribuzione delle 11 carte, i giocatori le devono contare senza guardarle (pena una nuova distribuzione).

 

Al via dell’arbitro, i giocatori possono guardare le proprie carte ed il gioco avrà inizio con la pesca/raccolta da parte del giocatore di turno.

 

Nelle smazzate successive, i giocatori devono sempre contare le carte senza guardarle e, ciò fatto, il mazziere scoprirà la prima carta dal tallone, dando inizio alla mano.

 

A gioco iniziato, qualsiasi anomalia riscontrata nella distribuzione non potrà essere sanata se non al termine della mano: il risultato della mano resterà valido a tutti gli effetti.

 

Nel caso vi sia stata una errata distribuzione (es. in senso antiorario) e ciò viene fatto rilevare durante la distribuzione delle carte, si procede ad una nuova distribuzione.

 

Nel caso in cui:

–          Una carta sia vista nel corso della distribuzione o della formazione dei pozzetti o prima dell’inizio del gioco, si procederà con una nuova distribuzione (pertanto tutta l’operazione di mescolatura, taglio, distribuzione e formazione dei pozzetti sarà ripetuta).

–          Durante una fase di gioco una o più carte si trovino scoperte all’interno del tallone, queste devono essere ricoperte, lasciandole nella stessa posizione. Il gioco prosegue regolarmente.

 

 

Art. 06

Turni di gioco: tempi

 

Nei tornei  e nei campionati, previa comunicazione ai partecipanti, i tempi dei turni di gioco sono di massima, così stabiliti:

 

Turni da 2 smazzate:  25 minuti/turno

Turni da 3 smazzate:  35 minuti/turno

Turni da 4 smazzate:  45 minuti/turno

Turni da 5 smazzate:  55 minuti/turno

 

 

Art. 07

Procedure e tempi di gioco

 

Il mazziere mescola e distribuisce le carte.

 

Al via dell’Arbitro il mazziere scopre la prima carta coperta del tallone, in quel momento il gioco si intende iniziato e chi  è di mano può o pescare dal tallone o raccogliere la carta che forma il “monte degli scarti”, poi potrà aprire giochi,terminando ogni attività con lo scarto di una carta (salvo penalità).

Il proprio tempo di gioco è pertanto costituito dalle seguenti azioni:

–          Pescare dal tallone o raccogliere dal monte degli scarti

–          Aprire giochi e/o legare carte

–          Scartare (dopo lo scarto nessuna azione è più possibile)

 

I giochi saranno aperti come segue:

  • Combinazioni

Un insieme di tre o più carte uguali.

L’eventuale matta va messa in ultima posizione vicino al bordo del tavolo.

 

  • Sequenze

Un insieme ordinato di tre o più carte dello stesso seme, posizionate in modo che la carta più    alta sia posta verso il tallone.

 

L’eventuale matta libera va collocata in ultima posizione ed esattamente verso il bordo del tavolo del giocatore che ha i giochi innanzi a se.

 

Chiarimento: “…il gioco si intende iniziato è da interpretare come inizio del tempo di gioco poiché il gioco effettivo inizia con la pesca-raccolta da parte dei giocatori di turno. Pertanto la scoperta della prima carta del tallone da parte del mazziere non coincide con l’inizio del gioco, eventuali anomalie riscontrate (errata distribuzione, carte mancanti) possono essere sanate se rilevate prima della pesca o della raccolta. La pesca e la raccolta infatti sanano ogni irregolarità precedente, salvo diversa disposizione.

 

 

Art. 08

Pesca dal tallone

 

Il giocatore di turno prende la prima carta dal tallone.

Se solleva anche parzialmente la carta dal tallone, pur non avendola vista, non può cambiare idea.

 

Se nel pescare vengono prese accidentalmente due carte:

  • la prima spetterà al giocatore che potrà proseguire regolarmente il suo gioco:
  • la seconda:

– se non è stata vista verrà ricollocata sul tallone;

–  se è stata vista o si ritiene possa essere stata vista, verrà ricollocata sul tallone e il giocatore  che segue avrà due opzioni di gioco:

– dopo averla visionata potrà scegliere se prenderla o raccogliere dal monte degli scarti.

– dopo averla visionata sarà libero di “bruciarla” mostrandola a tutto il tavolo e riposizionandola in fondo al tallone per poi pescare la successiva carta sul tallone o raccogliere le carte presenti nel monte scarti.

 

 

Art. 09

Raccolta dal monte

 

Quando un giocatore decide, al proprio turno, di raccogliere il monte degli scarti, deve ritirare tutte le carte che lo costituiscono: successivamente potrà effettuare i suoi giochi e quindi scartare.

Se nel raccogliere le carte ne lascia una sola, questa costituisce automaticamente lo scarto.

Nel caso ne lasciasse più di una, la carta più alta di rango rappresenterà lo scarto, l’altra (o altre) tornerà (torneranno) in mano e –unica penalità- nessuna altra attività gli sarà permessa.

 

Il giocatore che al suo turno ha intenzione di raccogliere le carte del “monte degli scarti” può ispezionarle, ma se solleva il dorso anche di una sola carta o la/le trascina a sè non può cambiare decisione.

 

Se il monte degli scarti fosse costituito da una sola carta, questa,una volta raccolta, non potrà essere scartata immediatamente, tranne nel caso in cui il giocatore non abbia già in mano la stessa carta che, a richiesta, dovrà essere mostrata.

 

Nel caso in cui si dovesse incorrere nella predetta infrazione, si dovrà riprendere in mano la carta indebitamente scartata e scartarne un’altra in proprio possesso;  alla mano successiva, dopo aver fatto regolarmente gioco, si dovrà riscartare la carta scartata in precedenza.

 

Nel caso in cui, prima di scartare la stessa carta raccolta, il giocatore fa gioco:

–          riprende in mano la carta scartata, i giochi calati saranno validi, sarà scartata una delle carte estratte dal ventaglio e alla mano successiva si dovrà riscartare la carta ripresa in mano.

 

Nel caso in cui, prima di scartare la stessa carta raccolta, il giocatore va al pozzo e chiude definitivamente:

–          riprende in mano la carta scartata, il pozzo non va preso, la chiusura non è valida; tutte le operazioni che il giocatore aveva già effettuato prima dello scarto finale restano valide tranne l’ultimo gioco (combinazione/sequenza o aggiunta di una carta).

 

La/le carta/e che compongono l’ultimo gioco sono considerate “carte penalizzate” e quindi poste al lato del tavolo e scartate secondo norma.

Art. 10

Monte degli scarti

 

Il monte scarti è costituito dall’insieme delle carte scartate dai giocatori al temine del proprio tempo di gioco

 

Le carte scartate dovranno essere disposte l’una sopra l’altra in maniera allineata e ordinata, affinché se ne possa vedere il valore, il seme e la consecutività di scarto di ogni giocatore (tale ordine serve per individuare subito la carta scartata da ogni giocatore e per accorgersi in maniera inequivocabile se viene effettuato uno scarto con carta/e eccedenti.

 

 Art. 11

Combinazioni e sequenze

 

Le aperture dei giochi possono essere effettuate con:

  • Combinazioni di tre o più carte uguali, delle quali anche due dello stesso seme.
  • Sequenze ordinate di tre o più carte obbligatoriamente dello stesso seme.

 

Ogni gioco aperto può contenere una sola “matta” salvo il caso in cui in una sequenza la pinella funga da due naturale.

 

Le carte che compongono i giochi dovranno essere poste in maniera ordinata e bene allineate facendo attenzione all’eventuale orientamento della carta.

 

Vi sono infatti dei mazzi di carte che hanno delle carte unidirezionali e che potrebbero essere collocate al rovescio trasmettendo un eventuale segnale al compagno.

 

E’ facoltà dell’avversario ricordare l’osservanza di tale normativa che in caso di recidiva può comportare il congelamento definitivo del  gioco in questione; l’arbitro eventualmente chiamato può, a suo insindacabile giudizio, sanzionare la linea colpevole con richiamo, ammonizione, congelamento definitivo del gioco interessato, penalizzazione in MP e/o VP.

 

 

Art. 12

Jolly e pinelle

 

Si definiscono matte i jolly ed i 2 del mazzo.

 

Bisogna tener presente che la Pinella, se dello stesso seme della sequenza aperta, può rappresentare un 2 naturale ove inserita prima del 3: in questo caso sarà possibile anche legare una eventuale “matta”.

 

Nelle sequenze il jolly o la Pinella possono essere sostituiti solo dalla carta della quale fanno le veci e devono obbligatoriamente restare nei giochi in cui sono state collocate.

 

Le matte libere vanno collocate sempre nella posizione più bassa vicino al giocatore.

 

Non si possono calare combinazioni di pinelle o jolly.

 

 

Art. 13

Sequenze

 

Le sequenze possono essere formate da un massimo di 13 carte disposte ordinatamente, più l’eventuale matta (per un totale di 14 carte):

A-2-3-4-5-6-7-8-9-10-J-Q-K-(2) o (jolly)

 

L’Asso può essere posto prima del 2 o dopo il K

 

Art. 14

Combinazioni

 

Le combinazioni possono essere formate da un massimo di 8 carte, più l’eventuale matta (per un totale di 9 carte)

 

 

Art. 15

Burrachi

 

Si definisce Burraco un insieme di almeno sette carte:

  • In sequenza ordinata dello stesso seme
  • Di carte uguali, anche di semi uguali

 

Burraco pulito

– Il Burraco si definisce pulito quando non contiene alcuna matta, tranne il caso in cui la pinella rappresenti il 2 naturale.

– Ai fini del punteggio vale 200 punti.

– Viene evidenziato mettendo le ultime due carte scoperte di traverso.

Burraco sporco

–  Il Burraco si definisce sporco quando contiene una matta che non sia il 2 naturale.

–  Ai fini del punteggio vale 100 punti.

–  Viene evidenziato mettendo l’ultima carta scoperta di traverso.

Burraco semipulito

–  Un Burraco si definisce semipulito quando:

– La sequenza comprende una matta che preceda o segua almeno sette carte;

– La combinazione sia composta da almeno 8 carte compresa la matta.

– Ai fini del punteggio vale 150 punti.

– Viene evidenziato mettendo la penultima carta scoperta di traverso.

 

 

Art. 16

Scarto delle matte

 

Può essere effettuato in qualsiasi momento del gioco tranne che per la “chiusura” definitiva.

 

 

Art. 17

Time out

 

All’annuncio del “time out” la smazzata della partita in corso non sarà interrotta bruscamente, ma la stessa avrà termine solo dopo che saranno sussistite entrambe le seguenti due condizioni:

 

  1. Tutti devono aver giocato lo stesso numero di mani nella smazzata in corso;
  2. Tutti dovranno rigiocare almeno una volta.

 

La prima condizione determina che, al momento del segnale di time out del giudice di gara, si dovrà “completare” il giro in esecuzione sino al cartaro della smazzata in corso.

 

La seconda condizione determina che, al momento del segnale di time out del giudice di gara, dovrà sempre e comunque essere stato eseguito un “giro completo” del tavolo.

 

Quindi al momento di un time out di una qualsiasi smazzata, tutti devono rigiocare almeno una volta e tutti devono aver giocato lo stesso numero di mani.

 

Il “completamento” del giro in esecuzione avrà inizio a partire dal giocatore che segue colui che sta giocando al momento stesso del time out e termina al cartaro della smazzata in corso che sarà anche l’ultimo a giocare e dopo il suo scarto, il gioco si blocca e si contano i punti realizzati sino a quel momento.

 

Resta chiaro che al “time out”, il minimo delle giocate ancora possibili varieranno da 4 a 7 in funzione di chi sta giocando nel momento del time out stesso.

 

Le ipotesi sono esclusivamente 4 che sotto simuliamo identificando per semplicità il cartaro della smazzata in corso come “Nord”:

1. Il time out arriva proprio al cartaro Nord mentre sta giocando (non ha ancora scartato) =4 ulteriori giocate in sequenza: (E-S-O-N);

2. Il time out arriva a Ovest mentre sta giocando (non ha ancora scartato) = 5 ulteriori giocate in sequenza: (N-E-S-O-N);

3. Il time out arriva a Sud mentre sta giocando (non ha ancora scartato) = 6 ulteriori giocate in sequenza: (O-N-E-S-O-N);

4. Il time out arriva a Est mentre sta giocando (non ha ancora scartato) = 7 ulteriori giocate in sequenza: (S-O-N-E-S-O-N).

 

Nell’ipotesi che il segnale di “time out” emesso dal giudice di gara, intervenga durante la distribuzione delle carte per una nuova smazzata, nessun gioco dovrà essere iniziato ed il punteggio finale sarà quello stabilito nella smazzata precedente appena ultimata.

 

Quanto sopra anche se è stata scoperta la carta del monte degli scarti dal cartaro, ma il giocatore che lo segue non ha ancora eseguito la sua prima mossa o di pesca dal tallone o di raccolta dal monte scarti (quindi intenzione di gioco concretizzato ed azione eseguita con carta toccata).

 

Se l’Arbitro ha annunciato il time out ed il giro è stato regolarmente effettuato senza che sia avvenuta la “chiusura”, nessuna linea si accrediterà i 100 punti.

 

 

Art. 18

Stallo

 

Nel caso di accertata volontà dei giocatori al tavolo di non “pescare” (il così detto “stallo per cambio carta”), e quindi dopo che questo evento sia per 2 volte continuamente ripetuto e consecutivamente da tutti i componenti del tavolo in forma ininterrotta,  l’Arbitro interverrà dichiarando terminata la mano.

 

 

Art. 19

Chiusure, tipologie e bonus

 

La chiusura del gioco può avvenire:

 

–  Con bonus di 100 punti se:

o    una linea è “andata a pozzetto”;

ha realizzato almeno un burraco;

uno dei due componenti della linea ha ultimato tutte le carte scartandone una.

 

–   Senza bonus di 100 punti se:

o    Le carte componenti il tallone si sono esaurite: le ultime due carte del tallone non sono giocabili, quindi il gioco si chiude con lo scarto del giocatore che ha pescato la terzultima carta (non è possibile proseguire utilizzando le carte del monte degli scarti).

o    Dopo l’annuncio del “time out” nessuna linea ha chiuso.

o    Si verifichi una situazione di “stallo”

Art. 20

Conteggio dei punti

 

Il conteggio dei punti per ogni linea avviene secondo le seguenti valutazioni:

 

POSITIVI:

Burraco sporco:        100 punti

Burraco pulito:          200 punti

Burraco semipulito: 150 punti

Chiusura:                    100 punti

Valore intrinseco dei giochi aperti secondo il valore delle carte

 

NEGATIVI:

Pozzetto non preso: 100 punti

Pozzetto preso e non giocato: valore del pozzetto

Valore delle carte non giocate

Valore delle carte penalizzate

 

LE TABELLE

Le tabelle, riprodotte sugli score, indicano i V.P. da assegnare alle due linee in base alla differenza M.P. registrata al termine della partita. Esse variano in rapporto alla tipologia della partita, come sotto illustrato:

 

 

PARTITA SU 2 SMAZZATE PARTITA SU 3 SMAZZATE
DIFFERENZA MP VICTORY POINTS DIFFERENZA MP VICTORY POINTS
0 40 10 – 10 0 50 10 – 10
45 120 11 – 9 55 150 11 – 9
125 200 12 – 8 155 250 12 – 8
205 300 13 – 7 255 350 13 – 7
305 400 14 – 6 355 500 14 – 6
405 500 15 – 5 505 650 15 – 5
505 620 16 – 4 655 800 16 – 4
625 740 17 – 3 805 1000 17 – 3
745 870 18 – 2 1005 1250 18 – 2
875 1000 19 – 1 1255 1500 19 – 1
OLTRE 1000 20 – 0 OLTRE 1500 20 – 0

 

PARTITA SU 4 SMAZZATE PARTITA SU 5 SMAZZATE/SQUADRE
DIFFERENZA MP VICTORY POINTS DIFFERENZA MP VICTORY POINTS
0 100 10 – 10 0 150 10 – 10
105 300 11 – 9 155 350 11 – 9
305 500 12 – 8 355 550 12 – 8
505 700 13 – 7 555 800 13 – 7
705 900 14 – 6 805 1050 14 – 6
905 1100 15 – 5 1055 1300 15 – 5
1105 1300 16 – 4 1305 1600 16 – 4
1305 1500 17 – 3 1605 1900 17 – 3
1505 1700 18 – 2 1905 2200 18 – 2
1705 2000 19 – 1 2205 2500 19 – 1
OLTRE 2000 20 – 0 OLTRE 2500 20 – 0

Art. 21

Score, compilazione e consegna

 

La compilazione dello score è compito di chi, alla prima smazzata di gioco e dopo la scelta della postazione al tavolo, è il compagno del servito; questo in quanto (nei turni da 3 smazzate che sono i più frequenti) è l’unico soggetto al tavolo che non mescolerà e non distribuirà mai le carte agli altri giocatori presenti  (caso che si verifica nei turni da 3 smazzate che sono i più frequenti).

 

A sua completa discrezione, può concedere tale compilazione ad altri giocatori che ne facciano espressa richiesta.

 

Il compilatore dello score comunque non sarà mai direttamente responsabile di eventuali errori in esso riportati in quanto lo score, a fine turno, deve essere controfirmato da almeno un componente di ogni linea e consegnato dalla coppia vincente, all’organizzazione di gara o all’Arbitro.

 

 

Art. 22

Errori e correzioni

 

Quando viene consegnato lo score all’Arbitro esso diventa valido e definitivo salvo l’eventuale errore di somma o sottrazione.

 

Se le coppie hanno invertito i punteggi, l’Arbitro ha la facoltà di intervenire, rettificando il risultato, a condizione che il tavolo di concerto riconosca l’errore commesso.

 

Nel caso in cui l’accoppiamento non sia correggibile nel turno in corso, le coppie siederanno al tavolo designato dall’Arbitro, il quale provvederà al ripristino nel turno successivo.

 

La consegna dello score all’Arbitro, debitamente firmato da un giocatore per coppia (per la squadra la firma è affidata ai rispettivi capitani), comporta alla coppia (o alla squadra) che ha vinto la partita.

 

–          Se l’errore viene rilevato in una fase di gioco indipendente dai punteggi acquisiti (Mitchell, gironi all’Italiana o similari) si procederà alla correzione.

–          Se l’errore viene rilevato in una fase di gioco dipendente dai punteggi acquisiti (Danese o similari), l’Arbitro si comporterà nei seguenti modi:

ü  Se non è ancora stata resa la posizione ai tavoli, attuerà la correzione.

ü  Se la posizione ai tavoli è stata redatta e pubblicata (affissa) farà iniziare il gioco, correggendo il risultato, ma lasciando l’accoppiamento così come era prima che l’errore fosse rilevato.

 

Non sono ammesse correzioni agli scores dopo l’ultimo turno di gara.

 

 

Art. 23

Responsabilità oggettiva dei giocatori

(concorso di colpa)

 

Ogni atleta durante il proprio tempo di gioco è l’unico a decidere e ad essere responsabile di ogni sua giocata, sia essa valida o contraria ai regolamenti.

 

Durante il tempo di gioco di un atleta, gli altri giocatori seduti al tavolo hanno l’obbligo di controllare l’esattezza dei giochi che vengono effettuati, e nel caso in cui si accorgono di un’irregolarità, invitano il giocatore colpevole a non proseguire il gioco e chiamano l’arbitro.

 

Pertanto se l’irregolarità viene rilevata da qualunque giocatore al tavolo,

 

1)       Prima che il colpevole abbia scartato:

tutti i giochi aperti prima dell’errore restano validi, mentre vengono congelati per un giro quelli aperti successivamente; il colpevole subito dopo aver sanato l’irregolarità è obbligato a scartare senza più proseguire il gioco; se l’irregolarità non può essere sanata, il colpevole non può effettuare più alcun gioco e la/e carta/e non sanabili assumono le proprietà delle carte penalizzate, seguendone la regola.

 

2)       Dopo che il colpevole ha scartato e l’avversario non ha ancora pescato dal tallone o raccolto dal monte scarti:

la/e carta/e giocate impropriamente, sono considerate carte penalizzate e tutti i giochi aperti dopo l’errore vengono congelati per un giro.

 

3)       Dopo che il colpevole ha scartato e l’avversario ha pescato dal tallone o raccolto dal monte scarti:

il gioco che risulta irregolare, anche nel caso di un burraco valido, viene congelato definitivamente insieme alle carte eccedenti (in questo modo si punisce l’errore commesso dal colpevole non facendogli legare altre carte), mentre al termine della smazzata il valore delle carte e il burraco vengono conteggiati positivamente (in questo modo si punisce, il mancato intervento degli avversari distratti che non si sono accorti dell’errore commesso dal colpevole nell’immediatezza del gioco).

Nel caso di un burraco incompleto in cui vi sono carte eccedenti, il burraco ovviamente non è valido, ma le carte dopo essere state congelate vengono conteggiate positivamente.

 

 

Art. 24

Condotta di gioco e penalità

 

a)       Procedura durante o dopo un’irregolarità di gioco

Se durante il gioco viene commessa una irregolarità  o presunta tale, qualunque giocatore di quel tavolo, dopo aver invitato il colpevole a sospendere il gioco, può chiamare l’arbitro che, in caso di accertata irregolarità commessa, provvede a far ripristinare prontamente il gioco secondo le regole assegnando anche l’eventuale penalità.

 

Il giocatore colpevole, dopo aver ripristinato il gioco, secondo le regole, è obbligato a scartare prontamente senza poter eseguire più alcun gioco.

 

Se un giocatore dopo aver commesso un’irregolarità prosegue a giocare, dopo avergli fatto sanare l’irregolarità, gli verranno congelati per un giro tutti I giochi aperti dopo l’errore.

 

b)       Perdita al diritto dell’assegnazione di una penalità

Il diritto all’assegnazione di una penalità o la sanatoria di una irregolarità, non potrà più essere esercitato, se:

1.       Un componente la linea avversaria, dopo aver chiamato l’arbitro, prosegue il gioco senza aspettarne l’arrivo.

2.       Riscontrata l’irregolarità la linea avversaria continua a giocare senza chiamare l’arbitro.

3.       Non viene evidenziata l’irregolarità dalla linea avversaria che ha proseguito il gioco.

 

 

Art. 25

Irregolarità

 

Procedura:

Se durante il gioco avviene una irregolarità o presunta tale, qualunque giocatore partecipante al gioco può evidenziare l’irregolarità sorta e chiamare l’Arbitro.

 

A questo punto nessun giocatore ha la facoltà di continuare il gioco se prima l’Arbitro non ha spiegato come provvedere alla rettifica e/o assegnare l’eventuale penalità.

 

Se dovesse verificarsi quanto sopra il giocatore inosservante sarà ammonito.

 

In ogni caso l’Arbitro potrà anche attribuire un punteggio arbitrale o ammonire.

 

L’infrazione alle norme contemplate nell’etica di gioco comporta un richiamo al giocatore colpevole.

La reiterata inosservanza alla stessa regola dell’etica di gioco, durante il turno di gioco,  comporta  la penalizzazione di 100 M.P. nella partita in atto.

 

La somma di 2 richiami comportano una ammonizione.

La somma di due ammonizioni comporta la perdita di 1 V.P. ed equivalenti M.P. in classifica generale (ciò non comporta alcun vantaggio per l’altra linea).

 

Quando non è il proprio turno di gioco non bisogna né parlare, né toccare le carte sul tavolo, né richiamare in alcun modo l’attenzione del compagno.

 

Qualora si verificassero tali infrazioni il compagno del giocatore colpevole:

 

–          Se sta giocando:

dovrà interrompere il proprio gioco e scartare

 

–          Se prossimo al gioco:

dovrà limitare il gioco alla pesca o raccolta e al successivo scarto, senza effettuare ulteriori giochi

 

 

Art. 26

Suggerimenti

 

Richiamare l’attenzione del compagno o suggerirgli dove mettere una o più carte, comporta l’interruzione del gioco e lo scarto delle stesse.

 

L’arbitro richiama ufficialmente il giocatore colpevole avvertendolo che, in caso di reiterata inosservanza della stessa regola durante lo stesso turno di gioco, sarà applicata una penalità di 100 punti partita ed il secondo richiamo attiverà l’ammonizione scritta sul referto arbitrale, con gli eventuali aggravi del caso.

 

 

Art. 27

Pozzetti con meno di 11 carte

 

Se un giocatore, preso il pozzetto e contato le carte coperte, si accorge che questo è costituito da meno di 11 carte (caso che può verificarsi se sono stati creati 2 pozzetti a croce), deve chiamare l’Arbitro che, dopo aver contato le carte, anche dal secondo pozzetto, li integra prendendo la prima carta da sotto il tallone e, anche se l’altro pozzetto è in difetto, lo ripristina con la carta successiva.

 

Nel caso in cui il secondo pozzetto sia di 11 carte, la prima carta di questo va spostata sul primo pozzetto, mentre sul secondo andrà la carta prelevata dal fondo del tallone.

 

Se, però, anche una sola carta del pozzetto difettoso sia stata vista o giocata si continua il gioco, che resta valido a tutti gli effetti, provvedendo tuttavia a sanare l’altro pozzetto.

 

 

Art. 28

Pozzetti con più di 11 carte

 

Se un giocatore, preso il pozzetto, conta le carte coperte e si accorge che sono più di 11 carte (caso

che può verificarsi se sono stati creati 2 pozzetti a croce), deve regolarizzare il pozzetto ad 11 carte, prendendo le esuberanti dal di sopra dei pozzetti e ponendole sotto il tallone.

 

Inoltre, si verifica ed eventualmente si regolarizza, anche l’altro pozzetto.

Se tale errore venisse rilevato durante il gioco del pozzetto stesso, nessuna sanatoria sarà più possibile per entrambi i pozzetti.

Art. 29

Pozzetti della smazzata precedente

 

Se, effettuata una nuova distribuzione, per distrazione resta sul tavolo un pozzetto della smazzata precedente, nessuna sanatoria è possibile se il gioco è iniziato; si gioca la mano sino al termine ed il risultato è valido a tutti gli effetti (il pozzetto dimenticato resterà, pertanto, inutilizzato).

 

Nel caso in cui venga utilizzato il pozzetto della mano precedente, resta comunque valido, mentre la seconda linea utilizzerà sempre il secondo mazzetto formato in quella mano.

 

 

Art. 30

Pozzetti visti fuori turno

 

Il giocatore che prende il pozzetto “con lo scarto” deve visionarlo dopo che il compagno avrà scartato.

Nel caso egli visioni il pozzetto prima dello scarto del partner:

1)       dovrà limitare il proprio gioco alla pesca o raccolta ed al successivo scarto.

2)       l’Arbitro ammonirà  il giocatore colpevole avvertendolo che, in caso di reiterata infrazione, la sua linea verrà penalizzata di 1 V.P. nella partita in atto.

 

Non si può ricordare preventivamente al compagno che si appresta a giocare il pozzetto di pescare o raccogliere, né bisogna comportarsi in modo tale, da richiamare l’attenzione, verificandosi tale circostanza, la linea colpevole incorrerà nell’infrazione contemplata dall’articolo 52 relativo alla “mancata pesca”, e pertanto saranno applicate le penalità del caso.

 

 

Art. 31

Erronea presa del pozzetto

 

ü  Se il pozzetto spettante all’avversario viene preso per errore (scambio di pozzetto che può verificarsi nel caso gli stessi vengano posizionati a croce) e guardata anche una sola carta, il gioco proseguirà normalmente.

 

Se viene preso il pozzetto, non più spettante perchè preso dal compagno:

 

ü  Pozzetto preso in diretta:

si applica l’articolo 63 relativo alla “chiusura senza scarto”;

 

ü  Pozzetto preso con lo scarto:

la chiusura è valida e, in mancanza di burraco, si applica l’articolo 61 relativo alla errata chiusura.

 

 

Art. 32

Pozzetto esposto

 

Nel caso in cui, a partita iniziata, una o più carte che compongono il/i pozzetto/i vengono viste da uno o più giocatori, deve essere chiamato l’Arbitro che, dopo aver esposto a tutti i componenti del tavolo tali carte, avrà cura, in forma celata e a proprio insindacabile giudizio, di posizionare coperta/e la/le carta/e esposta/e nel/nei pozzetto/i o nel tallone, integrando eventualmente il pozzetto/i.

 

Il gioco prosegue regolarmente e l’Arbitro richiama ufficialmente il giocatore colpevole (se esiste) avvertendolo che, in caso di reiterata inosservanza della stessa regola durante il torneo, la sua linea verrà penalizzata di 100 M.P. ed il secondo richiamo attiverà l’ammonizione scritta sul referto arbitrale, con gli eventuali aggravi del caso.

 

 

 

 

Art. 33

Carta giocata

 

Si definisce tale la carta che dalla mano del giocatore tocca anche parzialmente il tavolo  durante il suo turno di gioco.

 

Art. 34

Carta duplicata

 

Chiamansi duplicate tre o più carte dello stesso valore che abbiano lo stesso colore, se tali carte vengono scoperte durante la distribuzione delle carte, la distribuzione deve essere annullata e tali carte eliminate dal mazzo.

Se una o più carte duplicate vengono pescate dal tallone devono essere eliminate e viene presa la successiva. Se vengono rinvenute tra i giochi aperti, la smazzata in corso è valida ma tali carte devono essere rimosse a fine smazzata.

 

 

Art. 35

Carta bruciata

 

Si definisce “carta bruciata” una carta che in particolari situazioni di gioco è fatta visionare a tutto il tavolo e viene posta sotto il tallone per non essere giocata.

 

Art. 36

Carta fantasma

 

Si definisce “carta fantasma” la carta accidentalmente nascosta rinvenuta in un gioco aperto o esistente, o insieme alla carta di scarto.

 

Se viene rinvenuta:

1)       Durante il tempo di gioco del colpevole:

è considerata carta esposta e ne segue la regola (vedi art. 38)

2)       Dopo che il colpevole ha scartato e gli avversari non hanno ancora giocato:

viene considerata carta penalizzata e ne segue la regola (vedi art. 40)

3)       Dopo che il colpevole ha già scartato e/o dopo che gli avversari hanno giocato:

il gioco irregolare viene congelato definitivamente (conteggiando tali carte negativamente) e la carta fantasma va scartata al termine del turno di gioco del giocatore della linea colpevole che tiene aperti davanti a se i giochi.

 

 

Art. 37

Carta eccedente

 

Si definisce “eccedente” la carta che figuri incompatibile nei giochi nei quali sia stata inserita o ai quali venga legata.

 

 

Art. 38

Carta esposta

 

Si definisce “carta esposta”

–          La carta che “estratta dal ventaglio” è stata vista da almeno un giocatore;

–          La carta che “caduta accidentalmente” è stata vista da almeno un giocatore;

–          La carta che è stata “dichiarata in proprio possesso” da un giocatore.

 

 

Errore rilevato durante il proprio turno di gioco:

La carta esposta dovrà essere obbligatoriamente “subito giocata” (prima di fare qualsiasi altro gioco), legandola a giochi preesistenti o aprendo nuovi giochi, altrimenti:

o    Se la carta esposta non collocabile fosse soltanto una, dovrà essere “subito scartata”  (il giocatore potrà anche chiudere con questo scarto).

 

o    Se invece le carte esposte non collocabili fossero più di una, saranno tutte considerate penalizzate, si interromperà il gioco e il giocatore colpevole inizierà a scartare una delle carte penalizzate (partendo da quella dal valore più alto: scarto secondo norma); le altre carte penalizzate saranno tutte scartate nei giri successivi.

 

Il giocatore colpevole potrà chiudere solo al giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata, mentre il proprio compagno non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

Se un giocatore sta calando delle carte (es. tre 8), ma prima che le stesse tocchino il tavolo  decide di legarle tutte o in parte ad altri giochi già calati, potrà farlo, ma per poter continuare il suo gioco dovrà legarle tutte, altrimenti:

 

–          Se la carta non collocabile fosse soltanto una, dovrà essere “subito scartata”;

–          Se invece le carte non collocabili fossero più di una, saranno tutte penalizzate.

 

 

Errore rilevato al di fuori del proprio turno di gioco:

La carta esposta, al proprio successivo turno, dovrà essere obbligatoriamente “subito giocata”, legandola a giochi preesistenti o aprendo nuovi giochi, ma interrompendo in ogni caso il gioco.

 

La carta non collocabile sarà penalizzata.

Il giocatore colpevole inizierà a scartare una delle carte penalizzate (partendo da quella dal valore più alto), le eventuali altre carte penalizzate saranno tutte scartate nei giri successivi.

 

Il giocatore colpevole potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata, mentre il proprio compagno non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

La carta esposta non potrà essere collocata nei giochi o allunghi fatti dal proprio compagno nell’ultimo giro; il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno, non potrà collocare carte sui giochi aperti o sugli allunghi fatti con dette carte esposte.

 

 

Se una carta “ si espone” al compagno del giocatore che in quel momento sta giocando, quest’ultimo deve interrompere il proprio gioco e scartare; inoltre non si potrà chiudere, dovendo la linea scontare la penalizzazione prevista dall’errore.

 

 

Art. 39

Carta muta

 

Si definisce così la carta, o le carte, che viene consegnata o lanciata al compagno di gioco senza specificargli la collocazione precisa.

 

Vedi Lancio art. 46

 

 

Art. 40

Carta penalizzata

 

Si definiscono “penalizzate” le carte che, giocate impropriamente, e non sanabili, devono essere scartate o conteggiate negativamente.

 

La carta penalizzata interrompe ulteriori fasi di gioco, il colpevole e il suo compagno possono fare gioco normalmente ma non possono chiudere  fin quando non viene scartata l’ultima carta penalizzata, ad eccezione del compagno che dovrà scontare tale penalità solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 il giocatore colpevole non può chiudere mentre il proprio compagno dovrà subire la medesima penalità solo nel giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

Se, prima dello scarto di tutte le carte penalizzate, fosse avvenuta la chiusura, le carte non ancora scartate saranno conteggiate negativamente.

 

Ove il gioco improprio di un colpevole, comporti la formazione di più carte penalizzate, le stesse dovranno essere scartate secondo norma ( a partire da quella con il valore  più alto).

Tutte le carte penalizzate dovranno essere poggiate coperte in un angolo del tavolo nei pressi del colpevole ed individuabili numericamente da tutti i giocatori.

 

 

  1. Aperture errate:

 

Se un giocatore apre sequenze e/o combinazioni in maniera errata, queste possono essere sanate con una ed una sola carta (anche la matta) estratta dal ventaglio.

 

Esempi:

  1. Se venisse calata una sequenza 3♥-matta-6©-7♥:

o    si potrà sanare con il 4 o il 5e provvedere allo scarto;

o    la carta eccedente, il 3, dovrà essere subito scartata interrompendo ulteriori giochi;

o    nell’ipotesi in cui il giocatore che ha commesso l’errore avesse in mano un 9, non potrà legarlo alla sequenza per quel giro, ma potrà legarlo, solo durante il giro successivo, dovendo interrompere il gioco dopo aver sanato l’irregolarità (il 3).

 

  1. Se venisse calata una sequenza 4©-5♦-6©:

si potrà sanare con un 5© o con una matta e il 5sarà penalizzato;

 

  1. Se venisse calata una combinazione A♦-A©-K♥:

si potranno sanare gli assi (con un asso o una matta) e il K sarà penalizzato.

 

  1. Se fosse calata una combinazione A-A-A-K:

Il K non potrà sanarsi  in quanto gli assi sono stati calati correttamente.

 

  1. Se venissero calate insieme 9♥-10© e 10♦-Q♦:

si potrà sanare solo una delle sequenze mentre l’altra sarà penalizzata.

 

  1. Se venisse calata una sequenza 4♦-2©-6♦-2♣ dove figurano due matte:

la seconda matta non potrà essere sanata con eventuali carte in mano , e quindi  subito scartata.

 

  1. Se venisse calata una sequenza 4♦-2©-6♦-2♦ dove figurano due matte:

la seconda matta potrà essere sanata solo con l’eventuale possesso del 3.

  1. Se venisse calata una sequenza A©-matta-3©-2©-5©:

non si applicherà alcuna sanzione, essendo una semplice errata disposizione delle carte.

 

Dopo aver sanato un gioco il giocatore dovrà provvedere subito allo scarto dovendo pagare la penalità prevista dall’infrazione commessa.

 

Se risultano carte eccedenti, tali carte saranno considerate carte penalizzate e scartate quindi secondo norma.

 

 

 

  1. Carta/e legata erroneamente:

 

o    Se ad una sequenza esistente venisse legata erroneamente una carta , si potrà sanare il gioco solo utilizzando una carta del proprio ventaglio e provvedere poi  immediatamente allo scarto.

Esempio:

8♠-9♠-10♠-Q   la sequenza si può sanare con il J♠ o una pinella in proprio possesso

8♠-9♠-10♠-Q la sequenza non si può sanare e la Q♣va scartata

2♠-8♠-9♠-2     la sequenza non si può sanare e il 2♦ va scartato

 

 

o    Se ad una combinazione esistente venisse legata erroneamente una carta , la stessa dovrà essere immediatamente scartata.

Esempio:

5♣-5♦-5♣-5♦-6♣  la combinazione non può essere sanata e il 6♣ va scartato

 

Se la giocata irregolare viene ravvisata:

 

Ø  Durante il gioco del colpevole:

la carta/e eccedente se non può essere sanata va immediatamente scartata.

 

Ø  Dopo lo scarto del colpevole e prima che l’avversario di turno abbia iniziato il proprio gioco (pesca o raccolta):

la carta/e eccedente deve essere posizionata al lato del tavolo ed utilizzata, al termine dei propri giochi, come scarto obbligatorio al turno successivo. Il gioco è da intendersi valido ma congelato temporaneamente per un giro.

 

Ø  Errore rilevato nelle fasi successive:

il gioco contenente la carta/e eccedente deve essere congelato definitivamente. Si precisa che la carta/e eccedente non andrà scartata ma conteggiata negativamente alla fine della mano.

 

 

N.B.

Ogni intervento va ricondotto al momento in cui viene rilevato:

 un giocatore cala 3-4-6-7 e nessuno si accorge che manca il 5, il compagno lega 8-9-10, conseguendo il burraco e nessuno si accorge di nulla.

Dopo un altro giro ci si accorge dell’errore.

In questo caso si congeleranno il 3-4-6-7-8-9-10, il burraco non sarà valido, ma il 6-7-8-9-10 saranno conteggiati positivamente, mentre il 3-4 saranno conteggiati negativamente.

Se questo errore ha portato benefici alla linea (Es.: presa del pozzetto), sarà penalizzato solo l’errore citato e non le conseguenze, fatta eccezione per la chiusura, nel caso in cui il burraco sia l’unico.

 

 

Art. 41

Carta penalizzante

 

Una carta seppur regolare, giocata in un particolare modo o in determinati momenti è soggetta a diventare penalizzata:

 

ü  Carta giocata dopo lo scarto

ü  Giochi aperti dopo lo scarto

ü  Carta giocata prima dello scarto di una carta penalizzata

ü  Giochi aperti prima dello scarto di una carta penalizzata

ü  Carte lanciate

Si richiama l’art 52 (mancata pesca o raccolta) per quanto riguarda la penalità da applicare.

 

 

Art. 42

Carta rinvenuta lontano dalla zona di gioco

 

E’ quella carta che viene trovata nelle vicinanze di gioco (es. carta/e che si trovano per terra vicino ad un tavolo da gioco).

 

In questo caso i giocatori sono obbligati a sospendere il gioco e a chiamare l’arbitro che, dopo aver fatto contare le carte e svolte le indagini di rito:

1)       Se il gioco non è ancora iniziato, fa integrare la carta nel mazzo e fa ripetere l’operazione di mescolamento e distribuzione delle carte.

2)       Se il gioco è in corso, l’arbitro dopo aver mostrato la carta a tutti i giocatori, la dichiara “bruciata” (solo per la smazzata in corso) mettendola in fondo al tallone e facendo proseguire regolarmente il gioco.

 

 

Art. 43

Carta sanabile

 

Si definiscono sanabili tutte quelle carte che un giocatore ha dichiarato o rese visibili; esse devono essere recuperate attraverso l’apertura di nuovi giochi o legate ad altri già esistenti, nell’immediato tempo utile di gioco del colpevole, in osservanza dell’art. 38 (carta esposta).

 

Dopo aver sanato un’irregolarità, bisogna scartare subito senza effettuare nessun altro gioco.

 

 

Art. 44

Giochi congelati

 

Si definiscono giochi congelati quando su di essi non è più possibile, da parte dei giocatori, compiere alcuna azione (legare altre carte).

 

Al termine della smazzata i giochi congelati saranno conteggiati negativamente fatta eccezione per i casi previsti dall’art. 23 punto 3 dove saranno conteggiati negativamente solo le carte che hanno portato al congelamento del gioco.

 

Il congelamento definitivo verrà evidenziato ponendo orizzontalmente scoperta la carta del gioco più vicina al tallone.

 

 

Art. 45

Giochi congelati temporaneamente

 

Si definiscono giochi congelati temporaneamente quando per un giro di gioco, su di essi non è possibile da parte dei giocatori compiere alcuna azione (legare altre carte); inoltre il compagno del giocatore colpevole non può aprire combinazioni uguali a quelle che sono momentaneamente congelate.

 

Se prima dello scongelamento dovesse verificarsi la chiusura del gioco tutti I giochi temporaneamente congelati saranno conteggiati negativamente.

 

Il congelamento temporaneo verrà evidenziato ponendo orizzontalmente coperta la carta del gioco più vicina al tallone.

 

 

Art. 46

Lancio

 

E’ assolutamente vietato il lancio delle carte, l’eventuale carta/e lanciata/e sarà/anno considerata/e carta/e penalizzata/e  e scartata/e secondo norma.

 

Sarà considerato gioco valido – solo ed esclusivamente- l’appoggio delle carte sul tavolo da gioco e la consegna delle stesse al proprio compagno, con l’enunciazione che indichi dove legare la/le carta/e passata/e.

 

In caso di enunciazione non immediatamente rettificata, questa vincola il gioco.

 

Nel caso di un impedimento fisico di un giocatore, sarà consentito consegnarle al compagno previa dichiarazione, qualora questa non sia stata enunciata la/le carta/e sarà/anno considerata/e carta/e penalizzata/e e scartata/e secondo norma.

Art. 47

Scarto multiplo

 

Si intende quando il giocatore, terminata la sua azione di gioco, scarta più di una carta; il colpevole raccoglierà tutte le carte scartate contemporaneamente che saranno considerate penalizzate, scartandole secondo norma dalla più alta alla più bassa.

Art. 48

Giocate simultanee

 

Per giocata simultanea si intende la giocata in cui si scarta e contemporaneamente si calano i giochi, per andare al pozzetto o per chiudere.

 

Dando per certo che lo scarto pone fine ad ogni gioco, la condotta corretta di gioco vuole che prima si calino i giochi e successivamente si scarti.

 

Pertanto l’ipotesi della “giocata simultanea” sarà sanzionata con un richiamo, la cui reiterazione comporterà una decurtazione di 100 MP nella partita in corso.

 

 

Art. 49

Carte mancanti o eccedenti dal mazzo

 

E’ possibile che una carta sia mancante dal mazzo, oppure che una o più carte siano eccedenti.

Se ciò viene rilevato:

 

–          Prima che inizi il gioco:

il mazzo viene ripristinato

 

–          Durante il corso di una smazzata:

se un qualsiasi gioco è stato aperto, malgrado la evidente irregolarità constatata, la smazzata continua sino al raggiungimento di un risultato che viene convalidato. Si provvederà subito dopo alla sostituzione/reintegrazione del mazzo di carte.

 

 

–          Dopo che è stato acquisito un risultato:

nel caso che sia stata giocata una smazzata regolarmente conclusasi e ci si accorge dell’irregolarità (carta mancante o eccedente) il risultato resta valido ed il mazzo di carte viene immediatamente sostituito o reintegrato.

 

 

Art. 50

Aperture errate

 

Vedi anche “carta penalizzata” (art. 40):

 

 

Aperture errate:

Se un giocatore apre sequenze e/o combinazioni in maniera errata, o aggiunge carte in modo errato, queste possono essere sanate con una ed una sola carta (anche la matta) estratta dal ventaglio.

 

La eventuale carta/e eccedente deve essere immediatamente scartata.

 

In caso di apertura di sequenza errata con una matta è discrezionalità del giocatore colpevole la scelta di gioco più opportuno da fare.

 

Esempio:

10-9-matta-6-5, il giocatore può scegliere di convalidare 10-9-matta scartando il 6 e il 5, oppure convalida 6-5-matta scartando 10 e 9.

 

Dopo aver sanato un gioco si dovrà provvedere immediatamente allo scarto dovendo pagare la penalità prevista dall’errore.

La precedenza allo scarto sarà data alle eventuali carte eccedenti che risultano essere penalizzate.

 

Lo scarto si intende secondo norma.

Art. 51

Giochi con carte eccedenti

 

Vedi anche “carta penalizzata” (art. 40):

 

ü  Errore rilevato al momento dal partner o dagli avversari:

si interrompe il gioco e la carta/e eccedente il gioco deve essere:

§  sanata, se posta in una sequenza, utilizzando una carta del proprio ventaglio, e poi provvedere allo scarto

§  scartata, se posta in una combinazione, perché considerata carta penalizzata.

 

Si intende errore rilevato al momento quando il colpevole:

–           non ha ancora effettuato il proprio scarto.

–          effettua lo scarto ma qualsiasi componente il tavolo  si rende conto dell’errore prima che l’avversario di turno peschi.

In questo caso, avendo il colpevole già scartato, la/e carta/e penalizzata sarà scartata al turno successivo.

 

ü  Errore non rilevato al momento:

è quando il colpevole scarta e l’avversario deve ancora provvedere alla pesca e/o raccolta.

 

In questo caso la sequenza/combinazione errata viene congelata temporaneamente per un giro (su di essa non si potranno effettuare altri giochi) e le carte eccedenti messe in disparte perchè penalizzate.

 

Nel caso qualcuno dovesse chiudere definitivamente le carte in sequenza costituenti il gioco congelato temporaneamente  verranno contate come punti positivi, le carte eccedenti come punti negativi.

ü  Errore rilevato in una fase successive e/o nel momento in cui vengono appoggiate altre carte sul gioco errato:

essendo l’errore imputabile al tavolo le carte appoggiate nella sequenza errata restano valide ma il gioco viene congelato.

 

Se l’errore porta benefici alla linea come la presa del pozzetto, esso resta valido, mentre non è valida la chiusura, in quanto il burraco viene congelato, se esiste un altro burraco si chiude il giro dopo.

 

ü  Errore rilevato dopo la chiusura durante il conteggio dei punti:

essendo il gioco ormai concluso le carte eccedenti vengono conteggiate negativamente senza alcun intervento.

 

 

Art. 52

Mancata pesca o raccolta

 

Se un giocatore al proprio turno gioca, senza preventivamente pescare o raccogliere dal monte degli scarti, appena avvisato dell’errore, dovrà immediatamente interrompere il gioco, pescare dal tallone una carta (non potrà raccogliere dal monte degli scarti) e scartarne una dal proprio ventaglio, interrompendo il proprio gioco.

 

I giochi aperti e le carte legate prima dell’avviso, saranno congelati temporaneamente e conteggiati negativamente qualora la linea dovesse chiudere.

 

Il compagno, per quel turno di gioco, non potrà chiudere essendo la linea in penalità.

 

Se l’errore fosse rilevato dopo che il giocatore colpevole ha scartato, ma prima che il giocatore alla sua sinistra abbia iniziato il gioco, il giocatore colpevole dovrà subito pescare una carta e al turno successivo, dopo aver pescato, scarterà una carta senza poter fare gioco.

 

Nel corso di questo giro la linea colpevole non potrà chiudere.

 

Qualora un giocatore al proprio turno, non pescasse dal tallone, non raccogliesse dal monte degli scarti, non facesse alcun gioco, ma si limitasse allo scarto:

o    se l’errore venisse rilevato prima che il giocatore alla sua sinistra abbia iniziato il gioco, il giocatore colpevole dovrà subito pescare una carta e al turno successivo, dopo aver pescato, scarterà una carta senza poter far gioco.

Nel corso di questo giro la linea colpevole non potrà chiudere.

 

o    Se l’errore venisse rilevato dopo che il giocatore alla sinistra del giocatore colpevole ha iniziato il gioco (pesca o raccolta), l’errore sarà considerato sanato.

 

L’avviso al giocatore colpevole può essere fatto da tutti i giocatori del tavolo.

 

Se l’avviso avviene mentre sta giocando (caso in cui ha preso il pozzo al volo):

– deve immediatamente pescare esclusivamente dal tallone (non potrà nella fattispecie raccogliere dal monte scarti) e:

a) se la carta è sanabile con i precedenti giochi che hanno consentito la presa al volo in diretta, tale carta deve essere obbligatoriamente sanata (non può essere scartata) con i detti giochi ed il colpevole continua il gioco regolarmente;

 

b) se la carta non è sanabile con i precedenti giochi che hanno consentito la presa al pozzo in diretta, tale carta diviene “penalizzata”, la stessa deve essere immediatamente scartata ed i giochi aperti o integrati con le carte del pozzo diventano congelati sino al successivo turno del colpevole.

 

 

Art. 53

Pesca dal tallone fuori turno

 

Se un giocatore pesca dal tallone  quando non è il suo turno, si dovrà valutare:

 

PESCA

 

Il turno di gioco era di un giocatore avversario Il colpevole ha fatto gioco 1)       Ha provveduto allo scarto
2)       Non ha provveduto allo scarto
Il colpevole non ha fatto gioco 3)       Non ha visto la carta pescata
4)       Ha o può aver visto la carta pescata
Il turno di gioco era del compagno del giocatore colpevole Il colpevole ha fatto gioco 5)       Non ha ancora scartato
6)       Ha provveduto allo scarto
Il colpevole non ha fatto gioco 7)       Non ha visto la carta pescata
8)       Ha o può aver visto la carta pescata

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE HA FATTO GIOCO HA PROVVEDUTO ALLO SCARTO:

 

–          al momento della contestazione, ma prima che il giocatore di turno abbia pescato,  il giocatore colpevole deve riprendere in mano la carta scartata e posizionarla coperta alla sua destra per scartarla al suo successivo turno di gioco, senza fare ulteriori giochi;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          Negli altri giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto (secondo norma)  dell’ultima carta penalizzata.

Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          Il gioco, dopo lo stop del colpevole, riprenderà con il giocatore che aveva diritto alla pesca.

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE HA FATTO GIOCO NON HA PROVVEDUTO ALLO SCARTO:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti saranno tutte penalizzate e scartate secondo norma;

 

–          il giocatore colpevole dovrà riposizionare sopra il tallone una delle carte del proprio ventaglio e successivamente il giocatore di turno è libero di decidere se:

 

o    visionare e decidere di pescare la prima carta del tallone o raccogliere le carte dal monte scarti.

o    Dopo aver visionato la prima carta del tallone decidere di considerarla “carta bruciata” (non potrà nella fattispecie raccogliere dal monte scarti) e quindi successivamente:

–          Mostrarla  a tutti, posizionarla sotto il tallone e pescare la carta successiva per poi continuare il gioco regolarmente.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata.

Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          Il gioco, dopo lo stop del colpevole, riprenderà con il giocatore che aveva diritto alla pesca.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO NON HA VISTO LA CARTA PESCATA:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

–          deve riposizionare sul tallone la carta pescata;

–          il gioco prosegue regolarmente con la pesca o raccolta da parte del giocatore di turno;

 

–          dopo la giocata da parte del giocatore successivo al colpevole il primo giocatore componente la linea colpevole dovrà limitare il proprio gioco alla pesca o raccolta e all’immediato scarto senza fare ulteriori giochi.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO HA O PUO’ AVER VISTO LA CARTA PESCATA:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          deve riposizionare sul tallone la carta pescata  e successivamente il giocatore di turno è libero di decidere se:

o    visionare e decidere di pescare la prima carta del tallone o raccogliere le carte dal monte scarti.

o    Dopo aver visionato la prima carta del tallone decidere di considerarla “carta bruciata” (non potrà nella fattispecie raccogliere dal monte scarti) e quindi successivamente:

–          Mostrarla  a tutti, posizionarla sotto il tallone e pescare la carta successiva per poi continuare il gioco regolarmente.

 

–          dopo la giocata da parte del giocatore successivo al colpevole il primo giocatore componente la linea colpevole dovrà limitare il proprio gioco alla pesca o raccolta e all’immediato scarto senza fare ulteriori giochi.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL  GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE  HA FATTO GIOCO NON HA ANCORA SCARTATO:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti saranno tutte penalizzate e scartate secondo norma;

 

–          il colpevole riposiziona una delle carte del proprio ventaglio sopra il tallone e detta carta diventa “carta penalizzata per la coppia”, il proprio compagno è costretto a prenderla e scartarla senza fare ulteriori giochi.

 

–          Il gioco proseguirà poi regolarmente.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL  GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE  HA FATTO GIOCO HA PROVVEDUTO ALLO SCARTO:

 

–          al momento della contestazione, ma prima che il giocatore di turno abbia pescato,  il giocatore colpevole deve riprendere in mano la carta scartata e posizionarla coperta alla sua destra per scartarla al suo successivo turno di gioco, senza fare ulteriori giochi;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti saranno tutte penalizzate e scartate secondo norma;

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL  GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE  NON HA FATTO GIOCO NON HA VISTO LA CARTA PESCATA:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          deve riposizionare la carta pescata al suo posto, che diventa “carta penalizzata per la coppia”, ed il compagno è costretto a prenderla e a scartarla senza fare ulteriori giochi, né ovviamente chiudere dovendo scontare la penalità prevista.

 

–          Il gioco proseguirà poi regolarmente.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL  GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE  NON HA FATTO GIOCO   HA O PUO’ AVER VISTO LA CARTA PESCATA:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          deve riposizionare la carta pescata al suo posto, che diventa “carta penalizzata per la coppia”, ed il compagno è costretto a prenderla e a scartarla senza fare ulteriori giochi, né ovviamente chiudere dovendo scontare la penalità prevista.

 

–          Il gioco proseguirà poi regolarmente.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

Art. 54

Raccolta dal monte scarti fuori turno

 

Se un giocatore  raccoglie dal monte degli scarti quando non è il suo turno, si dovrà valutare:

 

 

RACCOLTA

 

Il turno di gioco era di un giocatore avversario Il colpevole ha fatto gioco 1)       Ha provveduto allo scarto
2)       Non ha provveduto allo scarto
3)       Il colpevole non ha fatto gioco
Il turno di gioco era del compagno del giocatore colpevole Il colpevole ha fatto gioco 4)       Ha provveduto allo scarto
5)       Non ha provveduto allo scarto
6)       Il colpevole non ha fatto gioco

 

 

  1. RACCOLTA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE HA FATTO GIOCO HA PROVVEDUTO ALLO SCARTO:

 

–          al momento della contestazione, ma prima che il giocatore di turno abbia pescato,  il giocatore colpevole deve riprendere in mano la carta scartata e posizionarla coperta alla sua destra per scartarla al suo successivo turno di gioco, senza fare ulteriori giochi;

 

–          l’Arbitro farà ripristinare il monte scarti;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti dopo il ripristino del monte degli scarti saranno tutte penalizzate;

 

–          al proprio turno il giocatore colpevole limiterà il suo gioco alla pesca o alla raccolta e allo scarto, secondo norma, di una delle carte penalizzate.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE HA FATTO GIOCO →NON HA ANCORA SCARTATO:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          l’Arbitro farà ripristinare il monte scarti;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti dopo il ripristino del monte degli scarti saranno tutte penalizzate;

 

–          al proprio turno il giocatore colpevole limiterà il suo gioco alla pesca o alla raccolta e allo scarto, secondo norma, di una delle carte penalizzate.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL TURNO DI GIOCO ERA DI UN GIOCATORE AVVERSARIO IL COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          l’Arbitro farà ripristinare il monte scarti;

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE HA FATTO GIOCO HA PROVVEDUTO ALLO SCARTO:

 

–          al momento della contestazione, ma prima che il giocatore di turno abbia pescato,  il giocatore colpevole deve riprendere in mano la carta scartata e posizionarla coperta alla sua destra per scartarla al suo successivo turno di gioco, senza fare ulteriori giochi;

 

–          l’Arbitro farà ripristinare il monte scarti;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti dopo il ripristino del monte degli scarti saranno tutte penalizzate;

 

–          al proprio turno il giocatore colpevole limiterà il suo gioco alla pesca o alla raccolta e allo scarto, secondo norma, di una delle carte penalizzate.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE HA FATTO GIOCO →NON HA ANCORA SCARTATO:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          l’Arbitro farà ripristinare il monte scarti;

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente effettuati e/o calati, saranno congelati temporaneamente;

 

–          le carte componenti i giochi rimasti incompleti dopo il ripristino del monte degli scarti saranno tutte penalizzate;

 

–          al proprio turno il giocatore colpevole limiterà il suo gioco alla pesca o alla raccolta e allo scarto, secondo norma, di una delle carte penalizzate.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL TURNO DI GIOCO ERA DEL COMPAGNO DEL GIOCATORE COLPEVOLE IL COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole deve interrompere il gioco;

 

–          l’Arbitro farà ripristinare il monte scarti;

 

–          al proprio turno il giocatore colpevole limiterà il suo gioco alla pesca o alla raccolta e allo scarto, senza effettuare ulteriori giochi.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, potrà anche chiudere non avendo carte penalizzate da dover scartare.

 

–          il compagno del giocatore colpevole, al proprio turno di gioco, dovrà limitarsi a pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti e scartare una carta senza fare ulteriori giochi. Non potrà chiudere dovendo scontare la penalità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

Art. 55

Giocata fuori turno senza pesca o raccolta

 

Se un giocatore gioca fuori turno senza pescare o raccogliere carte:

 

–          al momento della contestazione il giocatore colpevole dovrà interrompere il gioco:

 

–          l’ultimo gioco calato sarà penalizzato, mentre tutti gli altri giochi, impropriamente calati saranno congelati temporaneamente.

 

Al “proprio turno” il giocatore colpevole limiterà il suo gioco alla “pesca” o alla “raccolta” e allo scarto di una delle carte penalizzate.

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere e fare gioco, ma potrà chiudere solo il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata.

 

Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante  il      giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

Se il giocatore in rotazione al colpevole inizia il gioco (pesca o raccoglie): l’irregolarità è superata e il gioco prosegue regolarmente.

 

 

Art. 56

Giocata dopo lo scarto

 

Se un giocatore effettua il gioco subito dopo lo scarto o subito dopo aver lasciato sul tavolo una delle carte raccolte dal monte degli scarti, ma prima che il suo avversario abbia pescato:

 

–          Tutti i giochi calati dopo lo scarto o dopo aver lasciato la carta sul tavolo, saranno congelati temporaneamente .

 

–          Al successivo “proprio turno” il giocatore colpevole dovrà pescare dal tallone o raccogliere dal monte degli scarti e scartare una carta senza poter fare gioco.

 

–          Qualora con questa giocata errata:

o    Avesse chiuso, rinvierà la chiusura al giro successivo, dopo aver regolarmente pescato o raccolto e giocato;

o    Fosse andato a pozzetto con lo scarto, al proprio turno dovrà pescare o raccogliere, ma dovrà soltanto scartare una carta dal proprio ventaglio senza poter giocare il pozzetto, che potrà essere giocato solo durante il giro successivo.

Il proprio compagno invece non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

 

Art. 57

Continuazione del gioco a seguito di richiesta intervento arbitrale

 

Se un giocatore continua a giocare malgrado sia stato chiamato l’Arbitro:

 

–          nei turni successivi, il giocatore dovrà pescare o raccogliere, potrà fare gioco, ma non potrà chiudere senza aver prima scartato tutte le carte penalizzate. Il proprio compagno invece, non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

 

Art. 58

Pesca dal tallone dopo aver preso il pozzetto a volo

 

Se un giocatore, dopo aver preso il pozzetto in diretta,  pesca una carta dal tallone,si dovrà valutare:

 

 

PESCA

 

Il giocatore colpevole non ha fatto gioco 1)       Ha pescato ma non ha guardato la carta
2)       Ha pescato e ha guardato, o si presume abbia guradato, la carta pescata.
Il giocatore colpevole ha fatto gioco 3)       Pesca la carta dal tallone e limita il proprio gioco al solo scarto.
4)       Pesca la carta dal tallone e fa ulteriori giochi.

 

 

  1. PESCA IL GIOCATORE COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO →HA PESCATO MA NON HA GUARDATO LA CARTA:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

 

–          Dovrà riposizionare la carta pescata sul tallone;

 

–          Limiterà il successivo gioco allo scarto di una delle carte del pozzetto appena preso;

 

–          Nel giro successivo, il gioco proseguirà regolarmente;

–          La linea colpevole non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

  1. PESCA IL GIOCATORE COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO →HA PESCATO E HA GUARDATO, O SI PRESUME ABBIA GUARDATO, LA CARTA PESCATA:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

–          Dovrà riposizionare la carta pescata sul tallone;

 

–          Limiterà il successivo gioco allo scarto di una delle carte del pozzetto appena preso;

 

–          La linea colpevole non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

–          Al successivo turno di gioco il giocatore avversario, dopo aver visionato la prima carta sul tallone, sarà libero di:

 

o    “bruciare” la suddetta carta, mostrandola a tutto il tavolo e posizionandola in fondo al tallone;

o    Pescare la successiva carta sul tallone o raccogliere le carte presenti nel monte scarti;

o    Nel caso in cui il giocatore “non ricordasse” la carta pescata o gli avversari non fossero certi che la carta riposizionata sul tallone non sia la carta pescata, l’Arbitro farà ricollocare sul tallone la carta di valore più alto presente nel ventaglio del giocatore colpevole, o la carta che può più danneggiarne il gioco.

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL GIOCATORE COLPEVOLE HA FATTO GIOCO →LIMITA IL GIOCO AL SOLO SCARTO:

 

–          al momento della contestazione, ma prima che il giocatore di turno abbia pescato,  il giocatore colpevole deve riposizionare sul tallone la carta pescata e nel caso in cui il giocatore “non ricordasse” la carta pescata o gli avversari non fossero certi che la carta riposizionata sul tallone non sia la carta pescata, l’Arbitro farà ricollocare sul tallone la carta di valore più alto presente nel ventaglio del giocatore colpevole, o la carta che può più danneggiarne il gioco.

 

–          Al successivo turno di gioco il giocatore avversario, dopo aver visionato la prima carta sul tallone, sarà libero di:

 

o    “bruciare” la suddetta carta, mostrandola a tutto il tavolo e posizionandola in fondo al tallone;

o    Pescare la successiva carta sul tallone o raccogliere le carte presenti nel monte scarti;

 

–          al proprio turno di gioco il compagno del giocatore colpevole può fare regolarmente gioco ma non potrà chiudere dovendo scontare la penalità per l’infrazione commessa dal compagno.

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

 

  1. PESCA IL GIOCATORE COLPEVOLE HA FATTO GIOCO →PESCA LA CARTA DAL TALLONE E FA’ ULTERIORI GIOCHI:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

 

–          Dovrà riposizionare la carta pescata sul tallone;

 

–          Tutti i giochi impropriamente calati saranno congelati temporaneamente;

 

–          Le carte componenti i giochi rimasti incompleti, dopo il ripristino del tallone, saranno penalizzate e dovranno essere scartate, secondo norma, nei turni successivi;

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole, potrà pescare o raccogliere e fare gioco, rispettando sempre lo scarto delle carte penalizzate, ma potrà chiudere solo durante il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità;

 

–          Al successivo turno di gioco il giocatore avversario, dopo aver visionato la prima carta sul  tallone, sarà libero di:

 

o    bruciare” la suddetta carta, mostrandola a tutto il tavolo e posizionandola in fondo al tallone;

o    Pescare la successiva carta sul tallone o raccogliere le carte presenti nel monte scarti;

o    Nel caso in cui il giocatore “non ricordasse” la carta pescata o gli avversari non fossero certi che la carta riposizionata sul tallone non sia la carta pescata, l’Arbitro farà ricollocare sul tallone la carta di valore più alto presente nel ventaglio del giocatore colpevole, o la carta che può più danneggiarne il gioco.

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

Art. 59

Raccolta dal monte scarti dopo aver preso il pozzetto a volo

 

Se un giocatore, dopo aver preso il pozzetto in diretta,  raccoglie le carte dal monte scarti,si dovrà valutare:

 

 

RACCOLTA

 

Il giocatore colpevole non ha fatto gioco 1)       Ha raccolto dal monte scarti ma ha limitato il proprio gioco al solo scarto.
2)       Ha raccolto dal monte scarti, non ha fatto gioco e non ha ancora scartato.
Il giocatore colpevole ha fatto gioco 3)       E non ha ancora effettuato lo scarto.
4)       E ha provveduto a scartare.

 

 

  1. RACCOLTA IL GIOCATORE COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO →HA PROVVEDUTO SOLO ALLO SCARTO:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

 

–          Dovrà ripristinare nel monte scarti le carte raccolte;

 

–          Se la carta scartata è una delle carte raccolte dal monte scarti dovrà provvedere allo scarto di una delle carte del proprio ventaglio;

 

–          Nel giro successivo, il gioco proseguirà regolarmente;

 

–          Al suo turno di gioco il compagno del giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere senza fare ulteriori giochi né chiudere dovendo scontare la penalità per l’infrazione commessa dalla linea.

 

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

 

 

 

  1. RACCOLTA IL GIOCATORE COLPEVOLE NON HA FATTO GIOCO →NON HA ANCORA SCARTATO:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

 

–          Dovrà ripristinare nel monte scarti le carte raccolte;

–          dovrà provvedere allo scarto di una delle carte del proprio ventaglio;

 

–          Nel giro successivo, il gioco proseguirà regolarmente;

 

–          Al suo turno di gioco il compagno del giocatore colpevole potrà pescare o raccogliere senza fare ulteriori giochi né chiudere dovendo scontare la penalità per l’infrazione commessa dalla linea.

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL GIOCATORE COLPEVOLE  HA FATTO GIOCO →NON HA ANCORA SCARTATO:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

 

–          Dovrà riposizionare le carte raccolte dal monte degli scarti;

 

–          Provvedere allo scarto di una delle carte del proprio ventaglio;

–          Tutti i giochi impropriamente calati saranno congelati temporaneamente;

 

–          Le carte componenti i giochi rimasti incompleti, dopo il ripristino del monte scarti, saranno penalizzate e dovranno essere scartate, secondo norma, nei turni successivi;

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole, potrà pescare o raccogliere e fare gioco, rispettando sempre lo scarto delle carte penalizzate, ma potrà chiudere solo durante il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità;

 

 

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

 

  1. RACCOLTA IL GIOCATORE COLPEVOLE  HA FATTO GIOCO →HA PROVVEDUTO ALLO SCARTO:

 

–          Al momento della contestazione il giocatore dovrà interrompere il gioco;

 

–          Dovrà riposizionare le carte raccolte dal monte degli scarti;

 

–          Se la carta scartata è una delle carte raccolte dal monte scarti dovrà provvedere allo scarto di una delle carte del proprio ventaglio;

 

–          Tutti i giochi impropriamente calati saranno congelati temporaneamente;

 

–          Le carte componenti i giochi rimasti incompleti, dopo il ripristino del monte scarti, saranno penalizzate e dovranno essere scartate, secondo norma, nei turni successivi;

 

–          Nei giri successivi, il giocatore colpevole, potrà pescare o raccogliere e fare gioco, rispettando sempre lo scarto delle carte penalizzate, ma potrà chiudere solo durante il giro successivo allo scarto dell’ultima carta penalizzata. Il proprio compagno invece non potrà chiudere solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità;

Nel caso in cui tutti gli errori di cui sopra fossero rilevati dopo che il giocatore successivo al giocatore colpevole ha fatto gioco, l’irregolarità sarà considerata superata ed il gioco proseguirà regolarmente.

 

 

Art. 60

Apertura di combinazioni uguali

 

Si possono aprire due sequenze uguali ma non è consentito aprire due combinazioni uguali, nel caso ciò avvenisse, si dovrà procedere come segue:

  1. L’errore pone fine ad ogni altra attività di gioco;
  2. Le due combinazioni devono essere riunite e congelate;
  3. Qualora con l’apertura della seconda combinazione si dovesse chiudere, la chiusura è valida ma si dovrà riprendere in mano la combinazione calata e si chiuderà al giro successivo;
  4. Se l’errore porta alla presa del pozzetto con lo scarto questo è valido;
  5. Se l’errore porta alla presa del pozzetto in diretta, lo si giocherà al turno successivo;
  6. Se nel riunire le 2 combinazioni si forma un burraco, lo stesso non sarà valido;
  7. Qualora in entrambe le combinazioni fosse presente una matta, la seconda deve essere obbligatoriamente scartata;
  8. Se l’errore viene rilevato dopo lo scarto del colpevole e la pesca del giocatore successivo, le combinazioni vengono riunite e congelate, ma non sarà possibile applicare ulteriori penalità e nel caso fossero presenti due matte una verrà conteggiata negativamente.
  9. Nel corso della stessa partita la linea colpevole non potrà più calare una nuova combinazione uguale a quelle già calate e congelate;
  10. La linea colpevole non potrà chiudere definitivamente solo durante il giro in cui è avvenuta l’irregolarità.

 

 

Art. 61

Chiusura con scarto e mancanza di burraco

 

Nel caso in cui un giocatore effettui la chiusura mentre la sua linea non ha realizzato il “burraco” e quindi impropriamente apra tutti i giochi, oppure leghi le sue carte e scarti l’ultima carta credendo di aver chiuso normalmente, bisogna intervenire a seconda dei casi, in questo modo:

 

–          Tutte le operazioni che il giocatore aveva già effettuato prima dello scarto finale, restano validi tranne l’ultimo gioco (sia esso combinazione, sequenza o appoggio di una o più carte).

 

–          Le carte dell’ultimo gioco sono considerate carte penalizzate e pertanto poste ai bordi del tavolo per essere scartate, secondo norma,  una alla volta anche se fanno gioco con le carte già calate.

 

–          La carta che costituisce lo scarto rimarrà sempre la stessa scartata al momento dell’infrazione. Nel caso non vi sia stato scarto, si applicano le norme sulla chiusura senza scarto (vedi art. 63).

 

–          Il giocatore colpevole, nei giri successivi potrà fare gioco, ma non potrà chiudere fin quando non avrà scartato tutte le carte penalizzate.

 

–          Il compagno non potrà chiudere solo durante il giro nel quale è avvenuta l’irregolarità.

Analogamente si applicherà la stessa procedura anche nell’eventualità di una erronea chiusura con presa del pozzetto, a volo o non, quando lo stesso è già stato preso in precedenza dal compagno di linea.

 

 

Art. 62

Chiusura con scarto della matta

 

Nel caso in cui un giocatore effettui la chiusura finale avendo soddisfatto tutte le condizioni di cui all’art.19 scartando una matta:

–          deve obbligatoriamente riprendere in mano l’ultimo gioco effettuato (sequenza, combinazione o carta legata), che risulterà penalizzato.

–          Le carte penalizzate saranno poste scoperte ai bordi del tavolo e scartate, nei giri successivi, secondo norma.

 

–          Il giocatore colpevole, nei giri successivi potrà fare gioco ma non potrà chiudere fin quando non avrà scartato tutte le carte penalizzate.

 

–           Il compagno non potrà chiudere solo durante il giro nel quale è avvenuta l’irregolarità.

 

 

Art. 63

Chiusura senza scarto

 

Nel caso in cui un giocatore effettuasse la “chiusura” legando anche la carta di scarto, la chiusura non è valida e tutti i giochi che il colpevole ha effettuato prima della errata chiusura restano validi tranne almeno due carte dell’ultimo gioco (sia esso combinazione, sequenza o appoggi) che devono essere riprese in mano e considerate “carte penalizzate”:

 

–          Se l’ultimo gioco effettuato fosse composto da una sola carta, il giocatore dovrà riprendere in mano quest’ultima carta, che dovrà essere scartata, ma dovrà riprendere in mano anche l’ultimo gioco effettuato che sarà penalizzato. (esempi 1,2)

 

–          Se l’ultimo gioco effettuato fosse composto da più carte. Il giocatore dovrà riprendere in mano l’ultimo gioco (sequenza, combinazione, carte legate) che sarà penalizzato. (esempi 3,4).

 

 

  • Le carte penalizzate saranno poste scoperte ai bordi del tavolo, accanto al giocatore colpevole e quindi scartate secondo norma, dalla carta dal valore più alto a quella dal valore più basso.

 

  • Il giocatore colpevole, nei giri successivi potrà fare gioco, ma non potrà chiudere fin quando non avrà scartato tutte le carte penalizzate.

 

 

  • Il compagno non potrà chiudere solo durante il giro nel quale è avvenuta l’irregolarità.

 

Esempi:

 

  1. Un giocatore cala 7-8-9, lega anche un 4 e rimane senza scarto:

dovrà riprendere il 4 che dovrà scartare, inoltre dovrà riprendere in mano anche il 7-8-9 che saranno penalizzati.

  1. Un giocatore lega un 7 e due 3 poi anche un 6 (questo è l’ultimo gioco) e rimane senza scarto:

dovrà riprendere in mano il 6 che dovrà scartare, ma anche i due 3 che saranno penalizzati.

 

  1. Un giocatore cala una sequenza: 7-8-9 (ultimo gioco) e rimane senza carta di scarto:

dovrà riprendere le tre carte (che saranno penalizzate), scarterà il 9 e successivamente l’8 e il 7.

 

  1. Un giocatore lega 7-8 e due 3 (questo è l’ultimo gioco) e rimane senza scarto:

dovrà riprendere in mano i due 3 scartandone uno e scarterà l’altro 3 nella mano successiva.

 

 

Art. 64

Chiusura non valida per aver commesso un’infrazione

 

Nessuna chiusura può essere convalidata nel giro in cui un giocatore commette un’infrazione durante il suo tempo di gioco; se l’ultimo gioco effettuato prima della chiusura è stato sanato, questi verrà congelato per un giro, e lo scarto effettuato rimarrà valido; il giocatore potrà chiudere al giro successivo scartando la carta che pescherà, sempre se non sia una pinella o jolly, che dovranno essere scartate rimandando la chiusura al giro successivo.

 

 

Art. 65

Chiusura al monte

 

Quando nel monte degli scarti sono presenti massimo 2 carte è possibile “raccogliere virtualmente” calando una o più carte direttamente nel monte degli scarti purché siano di completamento ad un gioco valido che comporti la chiusura.

 

Qualora nel monte degli scarti fossero presenti più di due carte ed il giocatore si comportasse come nel caso precedente, tutti i giochi realizzati al “monte” saranno momentaneamente congelati e la chiusura sarà resa valida al turno successivo.

 

 

Art. 66

Chiusura impossibile per mancanza di gioco da parte di tutti

 

Nel caso in cui un giocatore effettua erroneamente la chiusura della partita al primo giro, non avendo atteso che tutti i partecipanti abbiano giocato almeno una volta, ci si comporterà come segue:

–          Tutti i giochi che il colpevole ha effettuato prima della errata chiusura restano validi, tranne “l’ultimo gioco”, (sia esso combinazione, sequenza o appoggio di una o più carte su una combinazione o sequenza), che deve essere ripreso in mano dal colpevole e tali carte sono considerate carte penalizzate e quindi poste al lato del tavolo per essere scartate secondo norma.

–          La carta scartata al momento dell’errore, rimarrà valida come scarto.

 

 

Art. 67

Chiusura non valida per carta eccedente

 

Nel caso in cui un giocatore effettua erroneamente la chiusura della partita dopo aver legato ai giochi esistenti, una o più carte eccedenti, tutti i giochi che il colpevole ha effettuato prima dell’errore restano validi, mentre le carte eccedenti vengono riprese in mano e sono considerate “carte penalizzate”.

La carta scartata al momento dell’errore, rimarrà valida come scarto.

 

 

Art. 68

Chiusura non valida per scarto multiplo

 

Nel caso in cui un giocatore effettua erroneamente la chiusura della partita dopo aver scartato più di una carta, tutti i giochi che il colpevole ha effettuato prima dell’errore restano validi, mentre gli scarti vengono ripresi in mano e sono considerate “carte penalizzate”, da scartare quindi secondo norma dalla più alta alla più bassa nei successivi turni di gioco.

 

 

 

Art. 69

Chiusura non valida per mancata pesca o raccolta

 

Ad un giocatore che ha dimenticato di pescare o raccogliere dal monte scarti, non può essere convalidata la chiusura nel suo tempo di gioco.

 

Tutti i giochi effettuati dal colpevole vengono congelati temporaneamente sino al turno di gioco successivo  e se nel frattempo un altro giocatore dovesse chiudere, le carte congelate vengono conteggiate negativamente.

 

Il colpevole è obbligato a pescare dal tallone e potrà giocare quella carta pescata solo al turno successivo, mentre la carta scartata al momento dell’errore, è valida come scarto.

 

 

Art. 70

Chiusura impossibile per mancanza di carte

 

Le ultime 2 carte del tallone non sono giocabili, quindi il gioco si chiude con lo scarto del giocatore che ha pescato la terz’ultima carta (non è possibile utilizzare eventuali scarti) e nessuna linea potrà godere del bonus di chiusura (100 punti).

 

 

 

Art. 71

Chiusura impossibile perchè ultimato il “time out”

 

Ultimato il “time out” fischiato dall’Arbitro nessuna linea potrà continuare il proprio gioco e nel caso nessuno avesse chiuso definitivamente non sarà possibile godere del bonus di chiusura pari a 100 punti.

 

Art. 72

Chiusura impossibile per una situazione di stallo

 

In un qualunque momento della partita, al verficarsi di una situazione di “stallo”, vedi art.18, nessun giocatore potrà continuare il proprio gioco e la partita terminerà senza attribuzione del bonus di chiusura.

 

Art. 73

Gioco al monte

 

Un giocatore nel suo tempo di gioco, anziché raccogliere dal monte scarti, può calare una o più carte in suo possesso necessarie per aprire nuovi giochi con le carte presenti nel monte degli scarti, a condizione che non ne rimanga più di una, pena il congelamento per un giro dei giochi al monte effettuati.

 

Art. 74

Mancato conteggio dei punti

 

Se in fase di computo dei punti al termine della smazzata un giocatore, prima di contare le proprie carte le mischi al mazzo per distrazione, chiamato l’Arbitro, questi tenterà di ricostruire la mano preesistente.

 

Nel caso in cui ciò fosse impossibile, assegnerà alla coppia che ha commesso l’infrazione un punteggio arbitrale in base alle indicazioni ricevute.

 

 

Art. 75

Tempi di gioco

 

Ogni giocatore, al proprio turno di gioco ha 5 secondi di tempo per decidere se pescare dal tallone o raccogliere dal monte scarti.

 

Dopo aver pescato o raccolto, effettuerà i giochi entro e non oltre i seguenti limiti di tempo:

Con meno di 4 carte:      10 secondi

Da 4 a 11 carte:               20 secondi

Con pozzo preso a volo: 40 secondi

Con più di 11 carte:        40 secondi

 

In difetto il giocatore è invitato a completare il gioco entro 5 secondi e scartare, inosservante di ciò dovrà scartare la carta più alta.

 

 

Art. 76

Abbandono della gara

 

Abbandono di un giocatore

In caso di abbandono di una partita da parte di un giocatore,  giustificabile solo da cause di forza maggiore, è fatto obbligo sostituire l’assente con altro giocatore indicato dall’abbandonato o in assenza sarà designato un membro dello staff dalla direzione (robot).

 

Se tale evento occorresse prima dell’inizio di un turno, il giocatore abbandonante non entrerà in classifica in tale turno.

 

Se tale evento occorresse durante i giochi di un turno, ad una qualsiasi smazzata, il punteggio realizzato in quel turno potrà essere accreditato o al:

–          giocatore abbandonante nel caso intervenga il robot dell’organizzazione

–          nuovo giocatore che sostituisce l’abbandonante

 

Quanto sopra è sempre valido anche se ad abbandonare un tavolo siano contemporaneamente due atleti singoli avversari.

 

Abbandono di una coppia

In caso di abbandono di una partita da parte di una coppia, giustificabile solo da cause di forza maggiore:

 

Se tale evento occorresse prima dell’inizio di un turno, restano i diritti ed i privilegi di scelta della coppia restante già visti nel caso di “tavolo zoppo”. (vedi art. 3)

 

Se invece tale evento occorresse durante i giochi di un turno, ad una qualsiasi smazzata, si applicherà la vittoria a tavolino alla coppia restante per:

Turni da 2 o 3 mani: 14 VP a 355 MP

Turni da 4 o 5 mani: 12 VP a 355 MP

 

(In questo ultimo caso, se l’arbitro accerta al tavolo un maggior punteggio all’atto dell’interruzione del gioco, convaliderà a proprio insindacabile giudizio il punteggio acquisito).

 

In qualsiasi caso in cui, per motivi di forza maggiore, l’organizzazione non possa attuare l’ingresso di uno o più sostituti robot, alla coppia restante verrà attribuita sempre la vittoria a tavolino con il punteggio di :

Turni da 2 o 3 mani: 14 VP a 355 MP

Turni da 4 o 5 mani: 12 VP a 355 MP

 

Se entrambe le coppie al tavolo abbandonano la gara, il punteggio loro attribuito sarà 0.

 

 

Art. 77

Ritardi

 

Ritardo ad un torneo

Se le iscrizioni sono già state chiuse (per numero chiuso di tavoli o perché il torneo è in corso) e il numero dei tavoli risulta completo, è facoltà dell’arbitro, sempre che sia ancora in corso di svolgimento il primo turno di gioco, far giocare i ritardatari. Non è possibile alcun accomodamento se è già stata stilata la classifica del primo turno e siano già stati determinati gli accoppiamenti per il secondo turno.

 

Qualora l’Arbitro decidesse di completare un “tavolo incompleto”, ammettendo una coppia ritardataria, quest’ultima subirà una penalizzazione di:

–          100 punti per ritardi da 2’ a 5’

–          150 punti per ritardi oltre i 5’ e fino a 10’

–          Dopo i 10’ di ritardo l’incontro viene dato vinto alla coppia presente con un punteggio in VP pari al 70% o 60% del punteggio massimo disponibile ed MP equivalenti, rispettivamente per turni di 2/3 e 4/5 smazzate.

 

Se entrambe le coppie o squadre incorrono in ritardi le penalità vanno considerate separatamente.

Dopo i 10’ di ritardo entrambe perdono l’incontro prendendo 6 o 8 VP, rispettivamente per 2/3 e 4/5 smazzate per turno; sempre che ciò non comporti un ingiusto vantaggio.

 

 

Ritardo nel corso del torneo

Nell’eventualità che dopo la pausa tra un turno e l’altro una coppia che al via del turno ancora non si sia presentata, si applicheranno le seguenti sanzioni:

–          Se la coppia ritarda entro 3’, viene ammonita e si recupera il tempo perso.

–          Se la coppia supera i 3’ fino a 10’ si applica una penalità di 100 MP.

–          Se la coppia supera i 10’, la coppia presente vince l’incontro 14 a 6 o 12 a 8 rispettivamente per 2/3 e 4/5 smazzate per turno (sempre che ciò non comporti un illecito vantaggio in classifica).

 

Le penalità per quanto sopra si applicheranno anche nel caso si dovesse verificare una temporanea sospensione di una partita in corso per allontanamenti di uno o entrambi i componenti della coppia.

 

Nei tornei con “tavolo incompleto” una coppia non può riposare due volte nella stessa sessione (riposerà la penultima, terzultima).

 

Se il “tavolo incompleto” dovesse crearsi all’ultimo turno e la coppia presente avesse una media di punteggio realizzato superiore a quello previsto dal “punteggio per riposo”, riceverà punti pari alla media di quelli conseguiti, sempre arrotondata per difetto.

 

 

Art. 78

Giustizia sportiva

 

1)       Il Direttore di gara

E’ colui che ha la completa responsabilità del buon andamento della manifestazione, dirigendo e coordinando tutti gli altri componenti la direzione di gara.

Ogni giocatore, il caso di reclamo:

1.1    avverso una decisione arbitrale, può ricorrere al Direttore di gara che redimerà in maniera inappellabile la controversia;

1.2    per un errato riscontro del conteggio dei punti a lui assegnati, potrà ricorrere al Direttore di gara entro 5 minuti dall’affissione elle classifiche.

 

 

2)       Referto arbitrale

Il referto arbitrale è una denuncia ufficiale scritta dal giudice di gara (denominato anche arbitro) ed inviata all’organo di Giustizia Sportiva entro le 24 ore successive la fine dell’evento, nel quale sono motivati i provvedimenti adottati nei confronti del giocatore che ha violato lo Statuto o le Normative interne oppure le Regole e l’Etica di gioco.

Il referto arbitrale può essere adoperato anche per segnalare alla Direzione Tecnica Nazionale un’anomalia riscontrata durante una manifestazione.

Un’infrazione molto grave o più richiami verbali del Giudice di Gara nei confronti dello stesso giocatore, nell’ambito dello stesso evento, verranno penalizzati con l’ammonizione o l’espulsione del colpevole dalla sede di gara.

Il referto arbitrale dovrà essere redatto in forma minuziosa e comprensibile, riportando i soggetti, i tempi, i motivi, gli interventi, le presenze e i testimoni.

Il referto arbitrale è singolo per ciascun giocatore ed in caso di più provvedimenti a più giocatori, sarà necessario redigere altrettanti referti arbitrali.

Il Giudice di gara è obbligato ad utilizzare il referto arbitrale messo a disposizione dal proprio organismo di Giustizia Sportiva.

 

3)       Provvedimento disciplinare

Il provvedimento disciplinare è una penalità inflitta dall’organo di giustizia sportiva agli atleti che infrangono lo Statuto, le Normative interne, le Regole o l’Etica di gioco, dietro segnalazione dei referti arbitrali.

 

4)       Sanzioni arbitrali

Le sanzioni arbitrali, in ordine di gravità, sono: richiamo, ammonizione, espulsione.

a)       Richiamo ufficiale nei confronti del socio, con referto facoltativo, per:

o    Aver violato un qualsiasi comma etico;

o    Aver esposto o dichiarato le proprie carte al tavolo da gioco;

o    Aver sistemato le proprie carte mentre il compagno effettua giochi (fatta eccezione per l’inizio di ogni smazzata);

o    Aver chiuso senza scarto;

o    Aver giocato fuori turno;

o    Aver mischiato le carte a fine turno senza preventivo conteggio dei punti partita;

o    Essere arrivato al tavolo da gioco in ritardo, dopo il fischio iniziale dell’arbitro;

o    Partecipare al gioco con un numero di carte diverso dalla regolarità del momento;

o    Aver accusato di gioco sleale un altro atleta, senza riscontri probatori;

o    Aver sostato all’interno della sede di gara, anche se invitato a uscirne;

o    Essersi allontanato dal tavolo da gioco durante la gara, senza giustificato motivo e/o senza consenso del Giudice di Gara.

 

b)       Ammonizione ufficiale nei confronti del socio, con obbligo di referto, per:

o    Aver ripetuto nello stesso evento un’infrazione per la quale era già stato richiamato ufficialmente;

o    Aver abbandonato la sede di gara, durante un torneo, senza preavviso.

 

c)        Espulsione ufficiale dalla sede di gara di un socio, con obbligo di referto, per:

o    Aver tenuto una condotta violenta e/o scurrile;

o    Aver usato un linguaggio ingiurioso o minaccioso e/o mancato di rispetto nei confronti di un altro socio e/o della direzione di gara;

o    Aver tenuto una condotta gravemente sleale al gioco.

 

d)       Nello stesso turnodi gioco:

La somma di 2 richiami reiterate comportano una penalizzazione di 100 MP.

 

e)       Nello stesso turno o sessione di gioco:

La somma di 2 ammonizioni comportano una penalizzazione di 1 VP in classifica generale.

 

 

Art. 79

Etica di gioco

 

Sedersi ad un tavolo, fare qualunque gioco è sempre un’occasione di divertimento, di competizione, di attenzione, di genialità e fortuna, ma è anche, in ogni caso, un’occasione per dimostrare stile e fairplay.

 

Vivere la manifestazione con sano spirito agonistico-sportivo, approfittando dell’occasione per far sì che sia un momento di aggregazione e conoscenza.

 

Ogni giocatore deve sapere che l’estrema correttezza nei riguardi del partner prima, e degli avversari poi, è d’obbligo.

 

Il giocatore deve sforzarsi di evitare qualsiasi rilievo o azione che possa recar fastidio o imbarazzo agli altri giocatori, avversari o partners che siano, ovvero a tutta la sala che verrebbe disturbata da eventuali intemperanze.

 

Non è ammesso ridurre il divertimento del gioco in qualunque modo.

 

Relativamente quindi al proprio comportamento, pur se l’etica di gioco non è parte costitutiva del Regolamento, al fine di scongiurare qualsiasi perplessità all’avversario ed al giudice di gara, durante una partita ogni giocatore deve rispettare le sotto citate norme comportamentali:

 

 

 

 

 

 

NORME COMPORTAMENTALI NEL GIOCO DEL BURRACO

durante una partita ogni giocatore deve:

1 Prestare la dovuta attenzione alla gara
2 Non fare commenti gratuiti durante il proprio gioco o quello del partner e non parlare assolutamente durante il gioco
3 Non prolungare artificiosamente il gioco per avvantaggiarsi indebitamente del tempo a disposizione
4 Non indicare approvazione o disapprovazione per una giocata del partner
5 Evitare di comportarsi, durante la gara, in modo da richiamare l’attenzione su un fatto significativo, positivo o negativo della propria coppia (come ad es. attirare l’attenzione del compagno sullo scarto dell’avversario in modo da invitarlo a prendere il monte scarti)
6 Evitare di mostrare mancanza di interesse, ovvero un’eccessiva attenzione, in un particolare momento del gioco, tale da convogliare delle specifiche informazioni al partner
7 Non modificare il normale tempo di gioco con il proposito di deconcentrare l’avversario
8 Non sostare presso i tavoli che stanno ultimando il gioco
9 Evitare di chiedere al compagno o alla linea avversaria, il numero delle carte se non è il proprio turno di gioco
10 Evitare di spillare (o stillare) le carte (tipo poker)
11 Evitare di effettuare giocate simultanee  in occasione della presa del pozzetto e/o chiusura
12 Parlare, durante la gara, sempre sottovoce
13 È inopportuno entrare in polemica durante il gioco, qualsiasi controversia deve essere risolta dall’arbitro, e il suo insindacabile giudizio deve essere accettato
14 Nel disporre i giochi allineare per bene le carte facendo attenzione al verso della carta.
15 Il giocatore che si occupa della compilazione degli score non deve avere carte davanti, al fine di verificare e controllare l’esatto conteggio degli onori e dei punti positivi e negativi, propri e degli avversari
16 I giochi devono essere aperti almeno a gruppi di tre carte, successivamente potranno essere aggiunte altre carte
17 Non attardarsi a sedersi ai tavoli dopo l’invito dell’Arbitro, tale comportamento è oltremodo irrispettoso nei confronti di tutti i concorrenti
18 Evitare di sconcertare o distrarre l’avversario dall’attenzione di gara
19 Evitare di estrarre dal ventaglio un’apertura senza poi effettuarla
20 Tenere le carte in mano, a ventaglio e bene in vista, è consentito poggiarle sul  tavolo aperte solo ed esclusivamente quando ne restino tre o meno di tre
21 Non usare apparecchiature se non in caso di provati impedimenti
22 Disporre le carte, nel contare i punti, in linea come un burraco (per file di 100 punti) per consentire all’avversario di controllarne l’esattezza
23 Evitare di toccare e muovere le carte nella propria mano, se non al proprio turno di gioco
24 Evitare di appuntare o fare uscire dal resto delle carte, una o più carte possedute
25 Evitare di sbattere o lanciare le carte sul tavolo durante il gioco
26 Evitare di toccare o muovere le carte presenti sul tavolo, se non per giochi da fare al proprio turno
27 Evitare di raccogliere il monte scarti, una carta per volta
28 Subire sportivamente la sconfitta nonché la “fortuna” degli avversari
29 Evitare di esprimere dubbi sul comportamento etico degli avversari e, soprattutto…massima educazione e rispetto degli altri!!!
30 Evitare di visionare il pozzetto preso con lo scarto, se il partner non ha giocato e scartato
31 Evitare di risolvere arbitrariamente soluzioni di gioco senza consulto del giudice di gara
32 Prima dell’inizio di un turno ed alla fine dello stesso, salutare gli avversari in maniera socievole e cortese, anche attraverso una amichevole stretta di mano
33 Evitare di muovere le carte nella propria mano durante il tempo di gioco del compagno. Ciò potrebbe trasmettere informazioni al compagno con conseguente penalizzazione
34 Essere pronti a subire serenamente la penalità inflittagli o ad accettare il “punteggio arbitrale” definito dall’arbitro
35 E’ vietato avere esitazioni, o usare osservazioni o atteggiamenti non necessari, che possano trarre in inganno gli avversari.
36 Evitare di giocare con indebita lentezza, quando il gioco non richiede riflessioni.
37 Giocare in modo sportivo ed esemplare, senza regalare punti o carte agli avversari.
38 Evitare di toccare il tallone o le carte presenti nel monte scarti se non al proprio turno di gioco.
39 Disporre gli scarti in maniera allineata e ordinata al fine di far vedere il valore, il seme e la consecutività di scarto.
40 Separare una carta dalle altre  della propria mano prima che giunga il proprio turno di gioco.
41 Evitare qualsiasi azione o commento che possa recare fastidio o imbarazzo agli altri giocatori.

 

 

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Canone RAI: domande & risposte

Come è cambiata la normativa sul canone televisivo per gli abbonamenti in ambito privato per il 2016?

SINTESI DELLA NORMATIVA APPROVATA CON LA LEGGE DI STABILITA’ 2016

Per il 2016 il canone annuo ordinario è stato ridotto a 100 euro.

E’ confermato che il canone ordinario è dovuto da chiunque detenga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive.

La detenzione dell’apparecchio si presume nel caso in cui esista una utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica.

Il pagamento del canone avviene mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica. In ogni fattura sono addebitate le rate mensili scadute. Al fine del calcolo delle somme da addebitare, l’importo annuo del canone è suddiviso in dieci rate mensili.

La dichiarazione di non detenere apparecchi deve essere tassativamente resa nelle forme previste dalla legge, ha validità per l’anno in cui è presentata ed espone a responsabilità penale in caso di mendacio. Le modalità di presentazione della dichiarazione di non detenzione del tv saranno definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. (vedi qui)

Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Limitatamente al 2016, il primo addebito di canone avverrà nella prima  fattura elettrica successiva al 1 luglio 2016. L’importo del canone è indicato nella fattura con una distinta voce.

Non è più consentita la disdetta dell’abbonamento richiedendo il suggellamento degli apparecchi.

Per gli  anni dal 2016 al 2018, una quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per l’anno 2016 è destinata all’ampliamento sino ad euro 8.000 annui della soglia reddituale per l’esenzione a favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni. Le modalità di fruizione dell’esenzione saranno stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico.

 


 Moduli di autocertificazione per non pagare il canone RAI:

  • DISDETTA CANONE RAI PER DICHIARAZIONE DI NON POSSESSO DELLA TELEVISIONE

Chi può usufruire di questa tipologia di autocertificazione? Tutti coloro che intendono non pagare il canone Rai mediante la bolletta della luce nel caso in cui all’indirizzo di fornitura dell’energia elettrica si risulti non possedere alcun apparecchio televisivo. Soltanto in queste circostanze, infatti, i contribuenti saranno tenuti a non versare il canone, dovendo al massimo pagare tramite il tradizionale bollettino se, in un diverso immobile, risultino possedere una tv.

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  • DISDETTA CANONE RAI PER DECESSO DELL’INTESTATARIO

In tal caso, gli eredi dell’intestatario dell’abbonamento che è deceduto, per chiedere l’annullamento del canone Rai che figura intestato a quest’ultimo, sono tenuti a inviare un apposito modello di dichiarazione in cui riportare data e luogo del decesso del soggetto.

Gli stessi eredi, in alternativa alla disdetta dell’abbonamento, avvalendosi di una richiesta di voltura, possono richiedere la variazione di intestazione a nome di un erede, qualora lo stesso non risulti già abbonato e provveda a prelevare l’apparecchio televisivo.

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  • DISDETTA CANONE RAI PER CESSIONE, VENDITA, ROTTAMAZIONE DELLA TV

Se la televisione viene regalata, venduta, rottamata o rubata, la richiesta di disdetta del canone Rai che viene effettuata ha valenza per l’anno o il semestre successivo, in base alle modalità di pagamento.

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  • DISDETTA CANONE RAI NON DOVUTO ADDEBITATO SU BOLLETTA DELLA LUCE 

Questo modulo deve essere inviato anche alla compagnia fornitrice dell’energia elettrica e può essere adoperato per comunicare la non debenza del canone Raiche è stato indebitamente addebitato sulla bolletta della luce.

In tal caso le ipotesi contemplate possono essere 5, rispettivamente:

  1. a) pagamento già avvenuto in riferimento alla bolletta della luce di un altro immobile, essendo dovuto il canone Rai soltanto una volta per nucleo familiare, a meno che i due coniugi abbiano differenti residenze;
  2. b) versamento già eseguito dall’altro coniuge mediante il bollettino postale tradizionale;
  3. c) immobile dato in locazione;
  4. d) immobile privo di televisore;
  5. e) immobile ottenuto in eredità e non destinato a residenza dell’erede.

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  • DISDETTA CANONE RAI PER SUGGELLAMENTO DELLA TELEVISIONE

La richiesta di suggellamento è volta a rendere inutilizzabili gli apparecchi televisivi che sono detenuti dal titolare e dagli appartenenti al suo nucleo familiare presso qualsiasi luogo di loro residenza o dimora. Quello che in precedenza veniva eseguito fisicamente (utilizzando un sacco di iuta) oggi invece viene fatto semplicemente avvalendosi del modulo di autocertificazione qui riportato.

Il modulo deve poi essere accompagnato dal libretto, se ancora in possesso, e dalla ricevuta originale di un vaglia postale di 5,16 euro intestato a: Ag. delle Entrate – DP I Uff. Terr. To 1 Casella Postale 22 – 10121 – Torino Vaglia e Risparmi.

Qualora, poi, il contribuente dovesse essere ancora in possesso del libretto di abbonamento alla Rai, può evitare di scrivere la richiesta limitandosi ad inviare, sempre tramite raccomandata A.R., la cartolina contrassegnata con la lettera D sulla quale barrare la relativa casella: “Intende far suggellare il Televisore a Colori”.

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DICHIARAZIONE AD INTEGRAZIONE DELLA DISDETTA DEL CANONE RAI

Si tratta dello specifico modello di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che l’abbonato è tenuto a compilare e restituire per poter rendere efficace la disdetta del canone Rai, a qualsiasi titolo di richiesta, che sia essa cessione, alienazione o suggellamento.

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 FAQ

La Rai mi chiede di abbonarmi per il possesso di apparecchi Radio o Tv nei locali della mia attività: cosa devo fare?

Se nel locale è presente un apparecchio radio o Tv occorre sottoscrivere un nuovo abbonamento Speciale utilizzando il bollettino allegato.

Qualora venissero riscontrate delle discordanze, può utilizzare l’apposito modulo Nuovo Abbonato o inviare la cartolina questionario preaffrancata allegata alla lettera.

Per eventuali altre comunicazioni potrà comunque sempre utilizzare la cartolina questionario preaffrancata allegata alla lettera.

 

 


 

A quanto ammonta il canone annuo per il 2016?

Il canone annuo è stato ridotto a 100 euro.

 

 


 

Che cos’e’ il canone tv?

Il canone tv e’ un’imposta (Sentenza Corte Costituzionale n. 284 del 26/06/02 – Sentenza Corte di Cassazione del 03/08/93 n. 8549). Il canone tv si rinnova tacitamente e il contribuente, salvo che abbia dato tempestiva disdetta, e’ obbligato al suo pagamento ogni anno nei termini stabiliti dalla legge.

 

 


 

Chi deve pagare il canone tv?

Secondo quanto dispone l’art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, il canone tv deve essere corrisposto da chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo (Sentenza Corte Costituzionale 12/5/1988 n. 535 – Sentenza Corte di Cassazione 3/8/1993 n.8549).

 

 


 

L’utenza elettrica fa presumere la detenzione di un apparecchio ricevente?

Si, dal 1 gennaio 2016, la detenzione di un apparecchio si presume nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. La presunzione può essere superata con una dichiarazione allo Sportello S.A.T. dell’Agenzia delle Entrate con la quale, nelle forme previste dalla legge e sotto la propria responsabilità, anche penale, si attesta di non detenere alcun apparecchio. La dichiarazione ha validità per l’anno in cui è presentata.

 

 


 

Con quali modalità deve essere presentata la dichiarazione di non detenzione del tv?

Le modalità di presentazione della dichiarazione di non detenzione del tv saranno definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

 

 


 

L’importo del canone annuo è integralmente addebitato nella prima fattura elettrica dell’anno?

No, per i titolari di utenza elettrica domestica residente, in ogni bolletta vengono addebitate la rate mensili scadute. Al fine del calcolo delle somme da addebitare, l’importo annuo del canone è suddiviso in dieci rate mensili, che si intendono scadute da gennaio ad ottobre. Limitatamente al 2016, il primo addebito di canone avverrà nella prima  fattura elettrica successiva al 1 luglio 2016.

 

 


 

L’addebito nella fattura elettrica avviene anche in caso di domiciliazione bancaria del pagamento della stessa?

Si, le domiciliazioni bancarie del pagamento della fattura elettrica sono automaticamente estese all’importo del canone.

 

 


 

Quest’anno riceverò il bollettino di pagamento?

No, il primo addebito nella fattura elettrica avverrà con la prima bolletta successiva al 1 luglio 2016. L’importo annuo del canone è ridotto ad euro 100 (nel 2015 era di euro 113,50). Inoltre verrà addebitato in bolletta ratealmente.

 

 


 

La presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo si applica anche alle utenze elettriche non domestiche?

No, la presunzione si applica solo alle utenze per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha residenza anagrafica (c.d. “utenze domestiche residenti”).

 

 


 

E’ ancora possibile dare disdetta dell’abbonamento richiedendo il suggellamento degli apparecchi?

No, dal 1 gennaio 2016 la disdetta per suggellamento non è più prevista dalla legge.

 

 


 

La Legge di Stabilità per il 2016, che ha parzialmente modificato la normativa degli abbonamenti per uso privato, è anche intervenuta sulla disciplina degli abbonamenti speciali?

La disciplina degli abbonamenti speciali è rimasta invariata, con la sola eccezione della possibilità di dare disdetta per suggellamento, abolita anche per gli abbonati speciali.

 


 

Il limite reddituale per l’esenzione a favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni è stato ampliato a 8.000 euro annui?

Per gli  anni dal 2016 al 2018, una quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a tale titolo nel bilancio di previsione per l’anno 2016 è destinata all’ampliamento sino ad euro 8.000 annui della soglia reddituale per l’esenzione a favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni. Le modalità di fruizione dell’esenzione saranno stabilite con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico.

 


 

 

Sono previste disposizioni attuative della nuova disciplina in materia di canone radiotelevisivo?

Si, la legge prevede che successive disposizioni attuative integreranno l’attuale disciplina, tra l’altro relativamente alle modalità di fruizione dell’esenzione per gli ultra75enni, alle modalità di presentazione della dichiarazione di mancata detenzione dell’apparecchio ed alla destinazione degli introiti da canone.

 


 

 

Chi possiede solo un computer privo di sintonizzatore TV deve pagare il canone?

No, perché solo apparecchi atti od adattabili a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare sono assoggettabili a canone TV. Ne consegue che di per sé i computer, se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale digitale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone (nota Min. Sviluppo Economico 22 febbraio 2012).

 


 

 

Uso l’apparecchio televisivo solo come monitor per il computer o per vedere videocassette, devo pagare il canone tv?

Sì, in quanto l’obbligo al pagamento del canone tv, secondo quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, sorge a seguito della detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo (Sentenza Corte Costituzionale 12/5/1988 n. 535 – Sentenza Corte di Cassazione 3/8/1993, n.8549). Pertanto, la destinazione dell’apparecchio televisivo ad uso diverso (visione di nastri preregistrati, utilizzazione come terminale o come monitor per video-games) non ne esclude la adattabilità alla ricezione delle trasmissioni televisive, con conseguente obbligo di corrispondere il canone tv.

 


 

 

Non guardo mai la RAI, devo pagare il canone tv?

Si. L’utilizzo dell’apparecchio limitatamente ai programmi delle TV private e straniere, con esclusione delle trasmissioni messe in onda dalla RAI, non esonera dal pagamento del canone tv.

 


 

 

La titolarità di un contratto per la visione di trasmissioni tramite satellite o via cavo esonera dal pagamento del canone tv?

No, in quanto l’obbligo al pagamento del canone tv, secondo quanto disposto dall’art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, sorge a seguito della detenzione di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.

 


 

 

Ho affittato un TV, devo pagare ugualmente il canone tv?

Sì, in quanto il canone tv è dovuto per la semplice detenzione dell’apparecchio (art. 1 R.D.L 21/2/1938 n.246).

 


 

 

Vivo in un appartamento ammobiliato in cui e’ presente un apparecchio non di mia proprietà: chi è obbligato al versamento del canone tv?

Al versamento dell’imposta è obbligato l’affittuario, in quanto detentore dell’apparecchio (art. 1 R.D.L 21/2/1938 n.246).

 


 

 

Si paga il canone per la radio detenuta in ambito familiare?

No. Secondo quanto disposto dalla legge 27 dicembre 1997, 449, non esistono più canoni ordinari dovuti per la detenzione di apparecchi radiofonici nell’ambito familiare.

 


 

 

Ho una seconda casa: devo pagare un altro canone tv?

No. Il canone è dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

 


 

 

Che cosa succede se detengo un apparecchio e non pago il canone tv?

Il mancato pagamento del canone tv da parte di chi non e’ ancora abbonato può essere rilevato in qualsiasi momento con verbale da parte delle Autorità di controllo.

In questo caso i contribuenti devono corrispondere il canone con la decorrenza accertata nel verbale e sono soggetti alle sanzioni previste dalla legge, ammontanti nel massimo a 619 euro per ogni annualità evasa.

 


 

 

Sono residente all’estero, ho una abitazione in Italia, devo pagare il canone tv?

Si, in quanto la residenza in un Paese estero non esonera dal pagamento del canone tv se sono presenti apparecchi televisivi all’interno dell’abitazione situata in Italia.

 


 

 

Esenzioni per i Militari delle Forze Armate Italiane

L’esenzione è prevista solo per Ospedali militari, Case del Soldato e Sale convegno dei Militari delle Forze Armate. La detenzione del televisore all’interno di un alloggio privato, anche se situato dentro le strutture militari, non esonera dal pagamento del canone.

 


 

 

Esenzioni per i Militari di cittadinanza straniera appartenenti alle Forze Nato

Per i militari di cittadinanza straniera appartenenti alle forze armate della Nato di stanza in Italia e’ possibile usufruire dell’esonero (art. 10, paragrafo 1, Convenzione di Londra 19/06/1951) scrivendo al S.A.T., Sportello Abbonamenti TV ed allegando la dichiarazione del Comando da cui dipende l’interessato o l’autocertificazione attestante l’appartenenza alle Forze Armate della NATO.

 


 

 

Esenzioni per Agenti diplomatici e consolari

Gli agenti diplomatici e consolari stranieri accreditati in Italia sono esonerati dall’obbligo di corrispondere il canone tv a condizione che nel Paese da loro rappresentato i nostri rappresentanti diplomatici ivi accreditati godano di uguale trattamento.

 


 

 

Esenzioni per Rivenditori e Riparatori TV

A seguito della risoluzione della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate n. 2003/79447 del 29 luglio 2003, sono esonerate dal pagamento del canone le imprese che esercitano l’attività’ di riparazione o commercializzazione di apparecchiature di ricezione radio televisiva. Per regolarizzare la propria posizione la Rai ha provveduto nell’anno 2003 ad inviare agli interessati un questionario da compilare e restituire alla sede Rai di competenza.

 


 

 

Numero unico per chi chiama dall’Italia

Continua ad essere attivo il numero 199.123.000. Si può chiamare la RAI per qualunque richiesta di informazioni o per esprimere opinioni. Il servizio e’ attivo, con risponditore automatico, tutti i giorni, h. 24.

Per le informazioni riguardanti gli abbonamenti il servizio con operatore è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle ore 21,00, tranne i festivi.

 


 

 

Costi della chiamata

Il costo della telefonata è a carico del chiamante ed è, su tutto il territorio nazionale, pari ad un importo massimo di 14,49 centesimi di euro al minuto, comprensivo di iva, dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle 18,30 e il sabato dalle ore 8,00 alle ore 13,00. Nelle rimanenti fasce orarie il costo del servizio e’ di 5,67 centesimi di euro al minuto. Per le chiamate da rete mobile il costo e’ inferiore a 48,8 centesimi di euro al minuto con uno scatto alla risposta inferiore a 15,75 centesimi di euro a seconda dell’operatore mobile di accesso.

 


 

 

Costi per chi chiama dall’estero

Si può chiamare la RAI per qualunque richiesta di informazioni o per esprimere opinioni componendo il numero 0039 06-87408197 per chi chiama dall’estero o da telefono cellulare eventualmente non abilitato a chiamare il nr. 199.123.000. Il costo e’ a totale carico del chiamante e varia a seconda delle tariffe del carrier da cui origina la chiamata o dal contratto dell’operatore di telefonia mobile.

 


 

 

L’importo delle rate di canone addebitato in bolletta è gravato dell’IVA prevista per i servizi di vendita dell’energia elettrica?

No, il canone è oggetto di distinta indicazione nel contesto della fattura emessa dall’impresa elettrica e non è ulteriormente imponibile ai fini fiscali.

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Regolamento dei Centri Anziani

REGOLAMENTO DEI CENTRI ANZIANI

 

TITOLO 1

PRINCIPI GENERALI

Art. 1

Principi generali

Il funzionamento dei Centri Anziani, istituiti da Roma Capitale è disciplinato dal presente Regolamento. Il servizio dei Centri si ispira ai principi del decentramento e della partecipazione, e opera nella ricerca di un adeguamento alle richieste di servizi per le persone della terza età.

Ogni centro deve disporre di una targa recante le seguenti indicazioni:

  • nome del centro
  • numero di telefono
  • orari di apertura e chiusura al pubblico
  • municipio di appartenenza

Il Centro non può avere denominazioni riconducibili a movimenti o partiti politici. Presso il Centro è istituito un registro di tutti i soci. E’ vietato il pagamento, sotto qualsiasi forma, per i servizi erogati dal Centro.

 

Art. 2

Obiettivi e indirizzi di intervento

Allo scopo di promuovere relazioni interpersonali tra anziani e tra questi e i cittadini delle altre fasce di età esistenti sul territorio, i Centri Anziani nell’ambito della loro piena autonomia di programmazione e gestione articolano le loro attività secondo i seguenti indirizzi:

  1. programmazione delle attività verso l’esterno, al fine di promuovere il collegamento con gli altri servizi sociali, sanitari, culturali e sportivi del territorio (case di riposo, centri diurni, case albergo, comunità alloggio, servizi di assistenza residenziale, servizi sanitari per cronici, centri polivalenti, servizi culturali e ricreativi e centri sportivi municipali);
  2. promozione e sviluppo di attività ricreativo-culturali mediante visite di luoghi o strutture nell’ambito urbano ed extraurbano;
  3. partecipazione agli spettacoli teatrali, cinematografici e in genere agli avvenimenti culturali, sportivi e ricreativi della vita cittadina;
  4. promozione di attività ludico-motorie con l’organizzazione di corsi presso il Centro o presso altri impianti comunali reperiti di norma in regime di gratuità;
  5. promozione di attività lavorative e artigianali utilizzando l’esperienza di artigiani anziani;
  6. promozione di corsi di educazione sanitaria, alimentare, di prevenzione e di tutela al cittadino ( es. assistenza fiscale, legale ecc.);
  7. promozione e programmazione di attività ricreative e di informazione come motivo di salvaguardia dei valori culturali, di incontro e di scambio;
  8. organizzazione di riunioni conviviali quali occasioni di socialità sia all’interno che all’esterno del Centro, anche con preparazione dei pasti nel Centro Anziani laddove esistono cucine attrezzate ed autorizzate in base alle normative vigenti;
  9. promozione di attività di Segretariato sociale in raccordo con Roma Capitale, i Municipi e con gli altri Enti anche attraverso la realizzazione di attività socialmente utili degli anziani nelle forme di volontariato sociale e culturale.

 

Art. 3

Istituzione dei Centri Anziani

L’istituzione dei Centri Anziani deliberata dai Consigli dei Municipi, sulla base del programma cittadino, tenuto conto delle istanze ed esigenze del territorio e dei cittadini anziani del medesimo deve essere ratificata dalla Giunta Capitolina.

E’ fatto obbligo al Dipartimento Politiche del Patrimonio-Promozione progetti speciali, al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana e al Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute, tramite i proposti uffici, di coadiuvare, per quanto di competenza, i Municipi all’espletamento delle procedure per l’istituzione, l’allestimento ed il mantenimento dei Centri Anziani.

Il Comune deve provvedere a favore dei Centri Anziani:

  • alla stipula di una polizza assicurativa per la copertura dei danni cagionati a persone o cose;
  • al versamento del canone RAI;
  • al pagamento dei diritti della SIAE per le attività di intrattenimento musicale all’interno del Centro, attraverso la stipula di una convenzione generale per tutti i Centri Sociali per Anziani di Roma Capitale.

 

Art. 4

Individuazione ed allestimento delle sedi

I Centri sono localizzati in strutture comunali o poste a disposizione da Roma Capitale a titolo gratuito da altri Enti pubblici e privati. Il Dipartimento Politiche del Patrimonio –Promozione progetti speciali, qualora non esistessero strutture comunali o di proprietà di altri Enti pubblici, su proposta del Municipio interessato, dovrà fornire i locali necessari anche attraverso l’istituto della locazione.

Nelle zone che sorgeranno in conseguenza dello sviluppo urbanistico è prevista l’istituzione di nuovi centri anziani.

Le strutture da destinare a sedi di Centri Anziani, debbono essere reperite dal Municipio ed essere idonee per superfici interne ed esterne all’utilizzo da parte degli anziani, oltre che essere fornite di adeguati servizi.

E’ fatto obbligo al Municipio interessato di svolgere tutti gli adempimenti necessari per adeguare le strutture dei Centri Anziani alle normative vigenti, ivi comprese le cucine, e in particolare alle norme in materia di Legge 626/94 e successive modifiche, di igiene e sicurezza, antinfortunistiche, abbattimento barriere architettoniche, nonché provvedere alla dotazione del necessario arredamento, all’allaccio e pagamento delle varie utenze (acqua, luce, gas, telefono), alla attivazione della copertura assicurativa di tutti gli spazi all’interno del Centro. L’installazione delle utenze deve essere garantita dal Municipio entro 90 giorni dalla istituzione del Centro.

Nel caso di donazioni di arredi e suppellettili o di eventuali interventi manutentivi o migliorativi delle strutture da parte di terzi, il Comitato di Gestione deve presentare un elenco dettagliato dei medesimi alla Direzione dell’Unità Organizzativa Socio-Educativa-Culturale-Sportiva (denominata U.O.S.E.C.S.) del Municipio.

E’ compito del Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana provvedere alla manutenzione straordinaria delle sedi esistenti, o una volta individuata l’area in collaborazione con il Municipio, procedere alla costruzione di nuove sedi.

E’ compito di Roma Capitale stabilire, nel limite degli spazi dei Centri, in base alla normativa vigente, il limite massimo di persone ospitabili nelle strutture. La capienza massima degli stessi deve essere determinata dal competente Ufficio tecnico Municipale, il quale è tenuto a informare il Presidente del Centro con lettera scritta. Tale disposizione deve essere nota agli iscritti attraverso l’affissione in appositi spazi visibili.

Ogni Municipio deve, entro e non oltre 30 giorni dall’insediamento del Centro, predisporre un inventario dei beni mobili presenti all’interno dei Centri Anziani di competenza. L’inventario deve essere redatto in duplice copia, una per il Municipio e una per il Centro Anziani e deve essere aggiornato ogni anno.

 

Art. 5

Attività Complementari

Per il raggiungimento degli scopi istituzionali, i Centri Anziani possono svolgere attività complementari, nel rispetto delle disposizioni e delle agevolazioni previste dal decreto legislativo n. 460/1997, della legge n. 383/2000 e del codice civile, quali, ad esempio:

  • attività per il miglioramento dei servizi offerti agli anziani all’interno del Centro;
  • partecipazione a spettacoli teatrali, cinematografici, usufruendo dei benefici del DPR n. 640/72 e del D. Lgs. n. 60/99;
  • attività di turismo senza scopo di lucro:
  • attività di somministrazione di alimenti e bevande non alcoliche con l’apertura, previo rilascio dell’apposita autorizzazione, di un locale bar interno riservato agli iscritti al centro anziani, nel rispetto della legge 155/1997 in materia di igiene e sanità e della legge 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro.

Per la realizzazione di tali attività complementari, di cui possono usufruire esclusivamente gli iscritti al Centro Anziani, il Centro deve costituire un’apposita Associazione di promozione sociale senza scopo di lucro con sede interna allo stesso e può aderire ad un’Associazione di promozione a livello nazionale.

L’Associazione può ricevere finanziamenti dai Municipi, da Roma Capitale, dalla Provincia e dalla Regione. Gli iscritti al Centro Anziani sono di diritto iscritti all’Associazione. Gli organi di tale Associazione coincidono con gli organi elettivi del Centro Anziani.

L’Associazione, entro 30 gg. Dalla sua costituzione provvede a stipulare una convenzione con il Municipio sulla base di uno schema predisposto dal Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute – Area Terza Età. Detta convenzione deve contenere norme di salvaguardia delle prerogative del Centro Anziani con l’individuazione delle rispettive responsabilità di gestione e dettare regole per consentire il controllo sulle attività sia da parte degli iscritti al Centro Anziani che del Municipio.

L’assemblea degli iscritti al Centro Anziani, si riunisce due volte l’anno con all’ordine del giorno i seguenti argomenti: nella prima riunione discute il programma delle attività predisposto dall’Associazione. L’assemblea degli iscritti può, ai fini del conseguimento degli obiettivi previsti dall’Associazione stabilire un contributo per iscritto non superiore ai 2€ l’anno. Nella seconda riunione l’assemblea verifica la realizzazione del programma stesso e il regolare svolgimento delle attività.

In riferimento ai finanziamenti pubblici, l’Associazione per tutte le spese sostenute annualmente deve presentare rendicontazione delle stesse al Dirigente UOSECS del Municipio competente.

L’Associazione per le spese sostenute con contributi interni degli Associati dovrà presentare agli stessi regolare documento contabile nel corso dell’Assemblea degli iscritti prevista al punto successivo.

L’Associazione deve presentare una dettagliata relazione, sulle attività svolte nell’anno, all’assemblea degli iscritti al Centro Anziani e al dirigente UOSECS del Municipio di appartenenza.

L’Associazione rinnoverà i suoi organismi in concomitanza con il rinnovo degli organismi di gestione del centro stesso.

I Centri Sociali per Anziani sono autonomi nella loro organizzazione socio-culturale, i Centri Sociali, nonché le associazioni relative, possono avvalersi delle convenzioni stipulate dal Dipartimento Politiche Sociali e promozione della Salute per le seguenti attività:

  • attività di turismo senza scopo di lucro, non finanziata da Roma Capitale, quali gite, attraverso forme di associazionismo interne al Centro, riservate esclusivamente agli iscritti dei Centri Anziani;
  • attività di somministrazione di alimenti e bevande anche non alcoliche attraverso l’installazione di distributori automatici;
  • attività di prevenzione della salute;
  • attività di consulenza e tutela del cittadino;
  • attività di ginnastica dolce.

 

Art. 6

Bocciofile

E’ consentito costituire presso ogni Centro Anziani una sezione bocciofila anche quando tale struttura non sia adiacente al Centro stesso. Possono iscriversi alla sezione bocciofila i cittadini che abbiano i requisiti anagrafici previsti per l’iscrizione ai Centri Anziani. Il Comitato di Gestione del Centro Sociale per anziani individua tra gli iscritti della sezione bocciofila un responsabile con il compito di curare anche i rapporti con il Comitato di Gestione stesso.

Il responsabile partecipa alle riunioni del Comitato di Gestione quando vengono trattati problemi riguardanti la Sezione Bocciofila, conserva l’elenco dei frequentatori la sezione, organizza le attività sportive ed i turni di gioco. Gli iscritti al Centro Anziani utilizzano le strutture della sezione bocciofila coordinandosi con il responsabile della sezione medesima. La sezione bocciofila, che svolge le proprie attività senza fini di lucro, individua propri organismi di gestione attraverso la definizione di un Regolamento interno che non contrasti con il presente Regolamento e con quello interno al singolo Centro Anziani. Il regolamento della sezione bocciofila deve essere approvato dal Comitato di Gestione del Centro Anziani e dal Consiglio Municipale con apposita deliberazione.

 

Art. 7

Comportamento degli iscritti

Il comportamento dei frequentatori del Centro deve ispirarsi ai principi di cooperazione e di solidarietà, al fine di salvaguardare, garantire e promuovere il dialogo e la crescita sociale e culturale dei cittadini anziani tra loro e tra le varie realtà presenti sul territorio.

Per la gestione interna, il Centro deve dotarsi di apposito regolamento interno contenente norme comportamentali, preventivamente approvato dall’Assemblea degli iscritti e recepito con deliberazione Municipale.

Gli iscritti e i frequentatori dei Centri Sociali Anziani sono tenuti a rispettare il suddetto Regolamento interno, curare i locali e le attrezzature loro affidate, evitare elementi di turbativa che impediscano il normale e corretto svolgimento delle attività.

E’ fatto divieto di fumare nei luoghi chiusi del Centro (ad esclusione di quelli che hanno predisposto una zona fumatori).

E’ fatto divieto di introdurre animali nel Centro, ad eccezione di quelli che hanno a disposizione idonei spazi attrezzati.

In caso di gravi violazioni del presente Regolamento che non consentono la civile convivenza e la più ampia partecipazione alle attività, il Comitato di Gestione a maggioranza della metà + uno, a scrutinio segreto dei presenti con riunione unicamente convocata a tale scopo, può decidere le sanzioni da comminare che possono essere, a seconda della gravità della violazione:

  1. il richiamo verbale;
  2. il richiamo scritto;
  3. la sospensione della frequenza del Centro non potrà mai superare i 12 mesi.

Le ipotesi di cui alle lettere b) e c) devono essere notificate, per iscritto, all’interessato. Entro sette giorni dalla notifica l’interessato può presentare le sue giustificazioni al Collegio di Garanzia Municipale. Qualora il Collegio di Garanzia Municipale dovesse confermare le sanzioni, l’interessato può far ricorso al Collegio di Garanzia Comunale entro 15 giorni dalla pronuncia.

Il regolamento interno deve prevedere sanzioni immediatamente operative, non esclusa l’espulsione dal Centro. Il Municipio interverrà, ove necessario, per cercare di sedare eventuali liti, contenziosi o problematiche interne. In caso di dissidi insanabili il Municipio potrà adottare sanzioni via via più severe, fino a giungere alla chiusura del Centro.

 

Art. 7 bis

Ospiti

Possono accedere al Centro Anziani in qualità di ospiti, previa segnalazione al Presidente:

  • gli accompagnatori di iscritti al Centro con problemi di deambulazione;
  • le assistenti familiari che accompagnano gli iscritti al Centro Anziani;
  • anziani iscritti ad altri centri.

 

TITOLO II

ISCRIZIONI AL CENTRO ANZIANI

Art. 8

Iscrizione

Le iscrizioni e la partecipazione alle attività dei Centri Anziani sono riservate a tutti gli anziani residenti o domiciliati nella città di Roma. L’iscrizione si effettua presso il Centro Anziani del Municipio di residenza o in quello nel quale si ha il domicilio. L’avvenuta iscrizione deve essere comunicata al Municipio interessato nel territorio in cui il Centro Anziani è situato. Nel caso che sul territorio del Municipio funzionino più centri possono iscriversi ad uno solo di essi. All’iscritto viene rilasciata ricevuta dell’avvenuta iscrizione.

Coloro che, in possesso dei requisiti previsti per l’iscrizione, hanno la residenza nei pressi del confine tra due municipi, possono alternativamente richiedere l’iscrizione ad un Centro Anziani del Municipio di appartenenza o a un Centro Anziani del Municipio limitrofo a cui non appartengono. In tal caso il Consiglio di quest’ultimo Municipio, sentito il Comitato di Gestione del Centro Anziani interessato, può autorizzare l’iscrizione, nel proprio territorio, dell’anziano non residente.

L’iscrizione potrà avvenire soltanto dopo che il servizio sociale del Municipio di residenza ha comunicato che l’anziano non è iscritto ad alcun altro Centro del proprio Municipio.

Allo scopo di favorire la massima socializzazione degli anziani è consentita l’iscrizione al Centro Anziani, secondo le modalità indicate all’art. 9, del coniuge o del convivente non anziano o di un portatore di handicap di un iscritto purchè convivente.

Possono iscriversi ai Centri Anziani:

  • tutte le persone che abbiano compiuto i 55 anni di età;
  • le persone con invalidità superiore al 60%, che abbiano compiuto i 40 anni di età.

Il possesso di tali requisiti, compreso quello riferito alla residenza o domicilio, sarà attestato mediante autocertificazione da parte del cittadino interessato che sarà effettuata su appositi moduli, predisposti dal Municipio, disponibili presso i Centri Anziani.

E’ compito del Sevizio Sociale del Municipio controllare la regolarità delle iscrizioni ai singoli Centri, attraverso verifiche annuali da svolgersi presso gli uffici anagrafici entro il mese di settembre di ogni anno e, comunque, prima della ripartizione dei fondi di bilancio per ciascun Centro Anziani, segnalando le eventuali irregolarità ai Comitati di gestione dei Centri interessati, invitandoli a provvedere.

 

Art. 9

Modalità per l’iscrizione

L’iscrizione è gratuita e può essere effettuata in qualsiasi momento dell’anno presso il Centro Anziani, a cura del Comitato di Gestione. E’ fatto divieto chiedere forme di contribuzione sia all’atto dell’iscrizione che al rinnovo della stessa. Le schede di iscrizione dovranno essere conservate presso la sede del Centro, a cura del Comitato di Gestione.

Le iscrizioni sono raccolte in schede che dovranno riportare:

  1. nome e cognome;
  2. indirizzo di residenza o domicilio;
  3. codice fiscale;
  4. numero telefonico;
  5. foto tessera.

Dovranno inoltre riportare:

  • la data di iscrizione o di rinnovo della stessa;
  • la data di scadenza;
  • la firma per esteso dell’iscritto;
  • la firma del Presidente o del componente del Comitato di Gestione da lui delegato;
  • la norma del trattamento dei dati personali prevista dalle vigenti disposizioni.

Gli elenchi generali degli iscritti, completi dei dati anagrafici debbono essere trasmessi da ciascuna UOSECS Municipale ai Centri Sociali per Anziani entro il 31 dicembre di ogni anno per verifica e controllo; l’elenco dei non residenti iscritti sarà comunicato a parte.

La scheda di iscrizione potrà essere utilizzata anche in sede di elezione all’interno dei Centri Anziani.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente Regolamento, il Dipartimento alle Politiche Sociali predisporrà un modello di tessera su cui sarà specificato il Centro Anziani di appartenenza.

 

Art. 10

Rinnovo delle iscrizioni

L’iscrizione è personale ed ha validità triennale. Ai fini della partecipazione all’elezione degli Organi di gestione del Centro Sociale per Anziani, le nuove iscrizioni devono essere effettuate almeno 30 giorni prima del voto. La stessa cosa vale per le iscrizioni da rinnovare.

Presso la Direzione UOSECS del Municipio sono conservati gli elenchi degli iscritti da aggiornarsi annualmente con le variazioni comunicate dai Centri.

Per verificare la correttezza di gestione delle schede di iscrizione e dell’anagrafe degli iscritti ai Centri Anziani il Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute effettuerà controlli periodici e opererà in sostituzione degli Uffici del Municipio inadempienti, nel rettificare l’elenco degli iscritti.

 

TITOLO III

ORGANISMI DI GESTIONE E DI COORDINAMENTO

Art. 11

Coordinamento Municipale

Ai fini della promozione di iniziative unitarie, di scambi di esperienze tra i Centri, finalizzati allo sviluppo e all’integrazione delle attività in esse realizzate, in ogni Municipio è istituito il Coordinamento Municipale dei Centri Anziani, che è costituito da tutti i Presidenti e dai Vice Presidenti dei Comitati di Gestione di tutti i Centri Anziani del Municipio. I componenti del coordinamento municipale eleggono il Coordinatore ed il Vice Coordinatore tra gli anziani iscritti ai Centri Anziani da almeno due anni ad esclusione dei membri del Collegio di Garanzia, che abbiano proposto per iscritto al Dirigente della UOSECS del Municipio, la propria candidatura alla carica di Coordinatore Municipale. Gli anziani candidati si devono essere distinti nello svolgimento di attività in favore degli anziani e dei cittadini dei Servizi sociali, presentando un proprio curriculum. Il Coordinatore municipale individua e fa presente, ai competenti organi municipali, i problemi dei centri anziani degli anziani prospettando eventuali soluzioni. Può esprimere, altresì, il proprio parere in relazione ai servizi attivati nel territorio a favore di cittadini, diversi dai Centri Anziani.

Il Coordinatore e il Vice Coordinatore non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi.

La prima seduta del Coordinamento Municipale per la elezione del Coordinatore e Vice Coordinatore è convocata dal Presidente del Municipio e presieduta dal Presidente della Commissione Politiche Sociale del Municipio. Sono convocati, altresì, il Coordinatore uscente e i candidati che abbiano avanzato la propria candidatura a Coordinatore: essi partecipano alla riunione senza diritto di voto per illustrare il proprio programma. Alla prima riunione partecipano senza diritto di voto i Consiglieri Municipali componenti la Commissione Politiche Sociali. Le successive riunioni sono convocate e presiedute dal Coordinatore del Coordinamento Municipale dei Centri Anziani. Il Coordinamento si riunisce a rotazione nelle sedi dei Centri Anziani e delle riunioni è redatto apposito verbale da un componente del Coordinamento che assume la funzione di segretario. Il Coordinamento Municipale ha sede nei locali appositamente individuati e attrezzati dal Municipio.

L’elezione del Coordinatore avviene a maggioranza semplice, con voto segreto, reso dai componenti del Coordinamento Municipale. E’ eletto Coordinatore il candidato che avrà riportato il maggior numero di voti: in caso di parità di voto sarà eletto il più giovane di età.

L’elezione del Vice Coordinatore avviene con le stesse modalità con le quali viene eletto il Coordinatore.

Il Coordinamento Municipale dura in carica 3 anni.

Dell’insediamento del Coordinatore Municipale, della avvenuta elezione del Coordinatore e del Vice Coordinatore, viene data comunicazione da parte della UOSECS del Municipio, al Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute di Roma Capitale. Nel caso di mancata convocazione del coordinamento municipale per l’elezione del Coordinatore e Vice Coordinatore, entro 30 giorni dalle avvenute elezioni dei Comitati di Gestione dei singoli Centri, la convocazione del Coordinamento Municipale viene effettuata con le modalità sopra previste dal Direttore del Dipartimento Politiche Sociali.

Il Presidente e il Vice Presidente del Comitato di Gestione eletti anche come Coordinatore e Vice Coordinatore Municipale dovranno optare per uno dei due incarichi entro 30 giorni.

Il Coordinatore Municipale entra a far parte di diritto del Coordinamento Cittadino dei Centri Anziani di Roma Capitale.

Il Coordinatore Municipale dovrà essere convocato dalla Commissione Politiche Sociali del Municipio qualora vengano trattati argomenti dei Centri Anziani.

 

Art. 11 bis

Coordinamento Cittadino

Al fine di uniformare su tutto il territorio comunale le iniziative e le attività dei Coordinamenti Municipali viene costituito il Coordinamento Cittadino che è composto da tutti i Coordinatori dei Municipi. I Coordinatori possono essere sostituiti dai Vice Coordinatori.

I componenti del Coordinamento Cittadino eleggono al loro interno il Presidente e il Vice Presidente tra i cittadini anziani che siano iscritti a un Centro Anziani da almeno cinque anni.

L’elezione del Presidente e del Vice Presidente avviene nella prima seduta del Coordinamento Cittadino convocata e presieduta dall’Assessore alle Politiche Sociali e alla presenza dei componenti della Commissione Politiche Sociali, con voto segreto reso dai componenti del Coordinamento Cittadino.

Il Presidente e il Vice Presidente del Coordinamento cittadino non possono essere eletti per più di due mandati consecutivi.

Vengono eletti, con due distinte votazioni, Presidente e Vice Presidente, coloro che riportano il maggior numero di voti: in caso di parità di voto è eletto il più giovane di età.

Il Coordinamento Cittadino ha una funzione consultiva e propositiva nei confronti degli organi dell’Amministrazione Comunale.

Il Coordinamento Cittadino in merito all’attività dei Centri Anziani esprime parere non vincolante entro 5 giorni dal ricevimento su tutti gli atti dell’Amministrazione Comunale relativi ai servizi attivati sul territorio cittadino a favore dei Centri Sociali.

Il Presidente della Commissione Consiliare Politiche Sociali deve convocare il Coordinamento Cittadino qualora siano esaminate problematiche riguardanti i Centri Anziani in sede di Commissione.

Il Coordinamento Cittadino si incontra, almeno due volte l’anno, con l’Asessore alle Politiche Sociali e con la Commissione Politiche Sociali.

Il Coordinamento Cittadino dura in carica tre anni, ed esercita le sue funzioni fino allo svolgimento delle nuove elezioni e all’insediamento dei nuovi eletti e, comunque, non oltre sessanta giorni dalla scadenza del mandato.

Il Coordinamento Cittadino si riunisce su convocazione del Presidente almeno una volta al mese e su richiesta del 20% dei componenti.

La sede del Coordinamento Cittadino è presso una struttura individuata dal Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute che provvede, altresì, a fornire personale e risorse economiche pari a € 15.000,00 annui e comunque non inferiore a € 10.000,00.

Il Coordinamento Cittadino è tenuto a presentare annualmente al Dipartimento Politiche Sociali, il programma delle iniziative con i relativi costi sino alla copertura dei 15.000,00 euro.

Il Coordinatore Municipale eletto Presidente del Coordinamento Cittadino dovrà optare per uno dei due incarichi.

 

Art. 11 ter

Organismi di gestione

Sono organismi di gestione del Centro Anziani:

  • l’Assemblea degli iscritti;
  • il Comitato di Gestione;
  • il Presidente

 

Art. 12

Assemblea degli iscritti

L’assemblea degli iscritti è composta da tutti gli iscritti al Centro Anziani. Essa è convocata e presieduta dal Presidente del Comitato di Gestione o in sua assenza dal Vice Presidente. La convocazione dell’assemblea deve essere effettuata tramite avviso scritto affisso nei locali del Centro almeno 8 giorni prima della data di svolgimento ed è validamente costituita in prima convocazione con la presenza del 50% più uno degli iscritti ed in seconda convocazione con i soli presenti. Le riunioni dell’assemblea si distinguono in ordinarie e straordinarie. Le sedute ordinarie si svolgono almeno una volta l’anno e sono presiedute dal Presidente o in sua assenza dal Vice Presidente. Le sedute straordinarie sono convocate:

  • su richiesta del Presidente del Comitato di Gestione;
  • su richiesta di un terzo dei membri del Comitato di Gestione;
  • su richiesta di almeno 1/10 degli iscritti.

 

Art. 13

Compiti dell’assemblea degli iscritti

Sono compiti dell’assemblea:

  1. raccogliere le candidature a componente del Comitato di Gestione e nominare i componenti del seggio elettorale nel numero di tre o cinque scelti tra gli iscritti al Centro Anziani non candidati;
  2. votare, entro 10 giorni dalla sua presentazione, la mozione di sfiducia al Presidente, che deve essere approvata, a scrutinio segreto, con il voto favorevole del 50% più uno degli iscritti in prima convocazione e, in seconda convocazione, con il minimo del 30% degli iscritti.
  3. Richiedere lo scioglimento del Comitato di Gestione con una petizione sottoscritta da un minimo del 30% degli iscritti al Centro;
  4. Indicare gli indirizzi generali di programmazione delle attività del Centro che devono essere trasmessi al competente ufficio municipale entro il 30 novembre di ogni anno;
  5. Decidere con il 50% più uno degli iscritti in prima convocazione e, in seconda convocazione, con almeno il 20% degli iscritti la costituzione di un’Associazione del Centro per lo svolgimento delle attività complementari di cui all’art. 5. Analoghe modalità si attuano per il suo scioglimento;
  6. Approvare e verificare il piano programmatico delle attività previste dall’art. 5 (attività complementari) del presente Regolamento;
  7. Approvare annualmente il bilancio di previsione con indicazione di tutte le entrate; suddivise in finanziamenti comunali e di tutte le entrate derivanti da attività complementari, autofinanziamenti, sponsorizzazioni, nel caso di costituzione di un’Associazione del Centro;
  8. Approvare il consuntivo dell’Associazione con indicazione di tutte le spese sostenute;

I bilanci preventivi e consuntivi sono pubblici e devono essere affissi in bacheca del Centro Anziani. Tali documenti contabili, una volta approvati, devono essere consegnati dal Presidente del Centro Anziani agli uffici competenti del Municipio, ai fini della necessaria informazione al Consiglio Municipale.

Le decisioni dell’Assemblea degli iscritti salvo quella relativa ai punti b) ed e) sono valide se approvate a maggioranza semplice dei presenti.

 

Art. 14

Composizione del Comitato di Gestione

Il Comitato di Gestione è composto da un numero di anziani eletto proporzionalmente al numero degli anziani iscritti al Centro secondo la seguente tabella:

  1. fino a 800 iscritti: 7 componenti, compreso il Presidente;
  2. da 800 a 1500 iscritti: 9 componenti, compreso il Presidente;
  3. da 1501 iscritti: 11 componenti, compreso il Presidente.

Fa parte del Comitato di Gestione, senza diritto di voto, anche un assistente sociale del Municipio competente con funzioni di supporto tecnico al Comitato di Gestione, individuato dal dirigente UOSECS del Municipio. Le funzioni di segretario sono di norma svolte da un dipendente di ruolo amministrativo della UOSECS.

Alle riunioni del Comitato di Gestione partecipa di diritto il Coordinatore Municipale senza diritto di volo o in sua assenza il Vice Coordinatore.

 

Art. 15

Candidature al Comitato di Gestione dei

Centri Sociali Anziani e a Presidente

I cittadini che intendono candidarsi a Presidente del Comitato di Gestione devono essere iscritti al Centro Anziani da almeno un anno prima della data delle elezioni: i candidati a membro del Comitato di Gestione devono essere iscritti da almeno sei mesi prima della data delle elezioni, salvo per i Centri Anziani di nuova istituzione.

Non può ricoprire la carica di Presidente, l’iscritto che ha già ricoperto per due mandati consecutivi tale incarico. Nel caso di una Presidenza commissariata nella precedente gestione la stessa non potrà essere confermata per almeno due mandati successivi.

I candidati alla carica di componenti del Comitato di Gestione e a Presidente non debbono avere subito provvedimenti disciplinari di cui alle lettere b) e c) dell’art. 7 nei tre anni precedenti la data fissata per le elezioni.

Non possono candidarsi a componenti del Comitato di Gestione, a Presidente del Centro Anziani e alla Commissione di Garanzia, i consiglieri Comunali e i consiglieri Municipali, né i componenti della Giunta Municipale e comunale.

Le candidature sono proposte in forma scritta, durante lo svolgimento dell’assemblea all’uopo convocata, presenziata da un incaricato della UOSECS del Municipio con compiti di segretario verbalizzante.

Le proposte di candidature possono essere avanzate anche da altri anziani iscritti al Centro, purchè accettate in forma scritta dagli interessati.

Nella proposizione delle candidature si deve tener conto della presenza di uomini e donne in proporzione al loro numero quali iscritti. Il candidato a Presidente può presentarsi a componente del Comitato di Gestione, optando in caso di elezione per uno solo dei due incarichi.

L’incaricato della UOSECS del Municipio consegna il verbale con le proposte nominative alla propria direzione. Esso predispone l’elenco delle candidature in ordine alfabetico e due schede, una per l’elezione del Presidente e una per la elezione del Comitato di Gestione. Gli elenchi delle candidature debbono essere affissi presso il Centro Anziani e nella sede del Municipio almeno 15 giorni prima delle elezioni.

I candidati a Presidente e a componente del Comitato di Gestione possono affiggere in bacheca il proprio programma e promuovere presso il centro anziani, incontri con gli iscritti, al fine di farsi conoscere e divulgare il proprio programma. E’ compito del Presidente uscente far prendere visione dell’elenco degli iscritti ai candidati. Nel visionare detti elenchi i candidati devono operare nel pieno rispetto delle norme sul trattamento dei dati personali previste dalle vigenti disposizioni.

 

Art. 16

Procedure per l’elezione del Comitato di Gestione

La data per lo svolgimento delle operazioni di voto è fissata dal Consiglio Municipale con propria deliberazione, entro la data di scadenza del Comitato in carica. Tale data è comunicata mediante avviso pubblico affisso all’albo del Municipio e presso i Centri Anziani almeno 30 giorni prima dell’espletamento delle votazioni.

Il seggio deve essere costituito presso ogni Centro. Il Municipio provvede a designare il Presidente del seggio tra il personale UOSECS del Municipio che sarà coadiuvato dagli iscritti al Centro designati dall’assemblea o da altro personale dell’UOSECS.

Le votazioni avvengono con voto segreto presso i Centri interessati in un solo giorno feriale, dalle ore 9,00 alle ore 19,00.

Le preferenze saranno espresse sulle apposite schede, apponendo il segno della croce a fianco del nome prestampato del/la candidato/a. Sulla scheda per l’elezione del Presidente si può esprimere una sola preferenza. Sulla scheda per l’elezione dei componenti il Comitato di Gestione si può esprimere una sola preferenza.

Lo spoglio delle schede deve avvenire in seduta pubblica e senza interruzioni, subito dopo la chiusura del seggio.

Per le operazioni pre-elettorali, di scrutinio e per la proclamazione degli eletti nonché per quanto non espressamente previsto nel presente Regolamento, valgono i principi generali contenuti nella normativa vigente in materia di consultazioni elettorali municipali.

 

Art. 17

Elezioni e insediamento del Comitato di Gestione

Sono eletti i candidati che hanno riportato il maggior numero di preferenze. A parità di voti ottenuti è eletto il più giovane di età.

Il Consiglio del Municipio ratifica la costituzione del Comitato di Gestione entro 10 giorni dalla sua elezione. Il Presidente del Centro Anziani, entro 30 giorni dall’adozione del provvedimento di ratifica, convoca gli eletti per l’insediamento del nuovo Comitato di Gestione.

 

Art. 18

Durata in carica del Comitato di Gestione

Il Comitato di Gestione dura in carica tre anni a decorrere dalla data di insediamento degli eletti e fino all’insediamento del nuovo Comitato.

I componenti del Comitato di Gestione decadono dalla carica per espresse dimissioni volontarie o per assenza ingiustificata a 3 riunioni consecutive.

Il Presidente può segnalare l’inattività di uno o più componenti del Comitato di Gestione al dirigente UOSECS del Municipio competente, il quale procederà alle opportune indagini e, qualora sia accertata la fondatezza della segnalazione, ne propone la decadenza al Collegio dei Garanti.

La sostituzione avviene con il primo dei non eletti nella graduatoria. Tale graduatoria rimane valida fino alla scadenza della durata in carica del Comitato di Gestione. La nomina del nuovo eletto deve essere ratificata dal Consiglio Municipale entro 30 giorni. Nel caso di esaurimento della graduatoria ed impossibilità di surrogazione dei componenti decaduti, si procede alla elezione dei componenti mancanti: essi restano in carica fino alla data di durata in carica del Comitato di Gestione precedentemente eletto.

L’assistente sociale ed il funzionario amministrativo con funzioni di segretario verbalizzante decadono in caso di trasferimento ad altro servizio o in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Il dirigente UOSECS designa i subentranti nelle funzioni di cui sopra.

 

Art. 19

Compiti del Comitato di Gestione

Il Comitato di Gestione, oltre alle competenze nelle materie di cui all’art. 2:

  1. sollecita e favorisce la più ampia partecipazione dei cittadini utenti alla gestione del Centro Anziani secondo le finalità espresse nell’art. 2 del presente Regolamento, costituendo commissioni e gruppi di lavoro tematici a carattere permanente o temporanei, allo scopo di studiare, predisporre ed attuare i programmi. Fanno parte di tali commissioni e gruppi di lavoro anche gli iscritti non componenti il Comitato di Gestione.
  2. Trasmette alla UOSECS del Municipio entro il 30 settembre di ogni anno, per il tramite del Presidente ai fini dell’approvazione da parte del Consiglio Municipale, il programma annuale delle attività del Centro Anziani approvato dall’assemblea degli iscritti. Tale programma deve contenere le indicazioni delle previsioni di spesa dei fondi destinati dall’Amministrazione comunale per le attività socio-culturali. Qualsiasi variazione nella destinazione di tali fondi deve essere preventivamente comunicata agli Uffici competenti del Municipio.
  3. Predispone il consuntivo dell’anno precedente, che deve contenere l’indicazione delle entrate e delle spese riferite sia alle attività istituzionali che a quelle complementari ed essere sottoposto alla votazione dell’assemblea.
  4. Provvede ad inoltrare ai competenti Uffici municipali le richieste di intervento per opere di manutenzione ordinaria e straordinaria riguardanti la sede del Centro Anziani, nonché ogni altra richiesta che comporti l’utilizzo di servizi dell’Amministrazione Comunale.
  5. Nomina il Tesoriere del Centro Anziani nell’ambito del Comitato di Gestione.
  6. Garantisce l’apertura del Centro Anziani anche nei giorni festivi ed in particolare nel periodo estivo, assegnando turni di presenza dei componenti del Comitato di Gestione. La chiave del Centro viene custodita dal Presidente e, in caso di impossibilità dello stesso, dal Vice Presidente o da altro componente del Comitato di Gestione. Una copia della chiave del Centro Anziani deve essere depositata presso la sede del Municipio di competenza. Qualora per causa di forza maggiore uno dei suddetti componenti non sia temporaneamente disponibile, il Presidente può affidare l’incarico dell’apertura e chiusure del centro ad uno o più anziani iscritti non facenti parte del Comitato di Gestione, che ne assumono la responsabilità. L’orario di chiusura del Centro Anziani è stabilito di norma per le ore 19,30 nel periodo invernale e per le ore 20,00 nel periodo estivo, salvo eccezioni da comunicarsi preventivamente al Municipio di appartenenza pena l’assunzione della responsabilità da parte del Presidente.
  7. Assicura la custodia del materiale esistente ( utensili, attrezzature, arredamento, apparecchiature varie…).
  8. Favorisce durante le campagne elettorali gli incontri degli iscritti al Centro Anziani con i candidati alle elezioni municipali, di Roma Capitale, provinciali e regionali, nonché a quelle per il parlamento nazionale ed europeo: gli incontri debbono garantire confronti tra candidati di liste diverse. I candidati danno notizia della loro presenza al Centro Anziani con congruo anticipo (almeno tre giorni prima). Durante tali scadenze il Comitato di Gestione predispone e rende noto agli iscritti un calendario per lo svolgimento degli incontri. Alla riunione sarà presente almeno un componente del Comitato stesso.
  9. Su richiesta delle Organizzazioni Sindacali rappresentative a livello nazionale, il Comitato di Gestione deve predisporre degli spazi per l’installazione di bacheche informative e concorda con i sindacati e le associazioni dei pensionati incontri periodici sui problemi degli anziani o, su richiesta dei medesimi, momenti di incontro con gli anziani del Centro.
  10. Assume ogni iniziativa atta a coinvolgere in talune attività gruppi di anziani, forze sociali, associazioni ed organismi istituzionali interessati a collaborare per un corretto recupero del ruolo e dell’apporto degli anziani alla vita comunitaria; mette a disposizione, compatibilmente con le attività del Centro Anziani, i suoi locali per richieste di incontri di rilevanza sociale e culturale promossi dalle realtà associative del territorio. All’interno dei locali dei Centri Anziani si possono svolgere solo ed esclusivamente attività del centro ed è fatto divieto assoluto di locazione dei locali del centro.
  11. Cura i rapporti con gruppi, organismi e associazioni che offrono la collaborazione per il potenziamento del servizio e promuove l’impegno solidale degli anziani iscritti al Centro in attività socialmente utili.
  12. Provvede alla raccolta ed alla informazione agli iscritti delle notizie inerenti i servizi e la loro dislocazione sul territorio ai quali l’anziano può essere interessato, anche attraverso il raccordo con gli uffici della UOSECS del Municipio garantendo nell’ambito delle attività annuali del Centro, la partecipazione a rotazione di tutti gli iscritti interessati.
  13. Per l’accesso al Centro Anziani i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali devono darne comunicazione al Comitato di Gestione.

 

Art. 20

Validità delle sedute del Comitato di Gestione

Il Comitato di Gestione si riunisce di norma ogni 40 giorni.

Le sedute del Comitato di Gestione sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti e le decisioni sono valide se approvate a maggioranza semplice dei presenti, salvo quanto previsto dall’art. 7 del regolamento.

Le sedute sono presiedute dal Presidente o in sua assenza o impedimento dal Vice Presidente.

 

Art. 21

Elezione del Presidente e nomina del Vice Presidente

Il Presidente del Comitato di Gestione è eletto direttamente dagli iscritti: assume la carica di Presidente il candidato che ha ottenuto il maggior numero preferenze.

Il Presidente, a garanzia di una maggiore armonia nella gestione, sceglie, tra gli eletti del Comitato di Gestione, il Vice Presidente. Il Vice Presidente è nominato nella prima seduta di insediamento del Comitato di Gestione, dopo le elezioni. Non possono essere nominati Vice Presidente i parenti del Presidente fino al terzo grado, né suoi conviventi nonché l’ex Presidente e Vice Presidente del mandato precedente.

In caso di dimissioni o di impedimento nello svolgimento dell’incarico da parte del Presidente, il Vice Presidente assume la carica di Presidente e sceglie il Vice Presidente tra i componenti del Comitato di Gestione, in attesa dell’effettuazione di nuove elezioni che si terranno entro trenta giorni.

 

Art. 22

Il Presidente

Il Presidente è il rappresentante legale del Centro Anziani, esercita il suo incarico per l’intero mandato del Comitato di Gestione e deve rispettare e far rispettare il presente regolamento.

Il Presidente provvede alla convocazione del Comitato di Gestione e dell’assemblea degli iscritti in base a quanto stabilito dal presente Regolamento e presiede le sedute di entrambi gli organismi.

Sentito il parere del Comitato di Gestione può invitare a partecipare alle sedute, rappresentanti di Associazioni e di Organismi che si occupano di problemi dell’anziano e che comunque agiscono nella realtà sociale.

Il Presidente consegna il bilancio preventivo ed il consuntivo, approvati dall’assemblea degli iscritti, agli Uffici competenti del Municipio. In particolare trasmette al competente Ufficio Municipale entro il 30 settembre di ogni anno il programma annuale delle attività approvato dall’assemblea degli iscritti contenente le previsioni di spesa relative ai fondi destinati alle attività socio-culturali dei Centri Anziani.

 

Art. 23

Incompatibilità

I Presidenti dei Centri Anziani e i membri del Comitato di Gestione non possono ricoprire cariche politiche e istituzionali.

 

Art. 24

Collegio di Garanzia Municipale

E’ istituito in ogni Municipio il Collegio di garanzia composto da anziani iscritti ai Centri Anziani che da almeno 6 mesi non ricoprono altre cariche e che non hanno subito mai provvedimenti disciplinari. Il Collegio è composto da tre membri nei Municipi che hanno fino a cinque Centri Anziani e da 5 membri nei Municipi con più di 5 Centri Anziani.

Il Collegio di Garanzia dura in carica tre anni, ed è rinnovato con apposite elezioni a scrutinio segreto con modalità stabilite dal Municipio.

I componenti del Collegio di garanzia possono essere eletti per non più di due mandati consecutivi.

Le candidature e le autocandidature devono essere presentate alle assemblee dei diversi Centri Anziani. Nessun Centro Anziani può avere più di un membro nel Collegio di Garanzia.

Gli uffici della UOSECS Municipale stileranno la lista dei candidati al Collegio di Garanzia da sottoporre al voto degli iscritti in concomitanza delle elezioni per il Presidente e per il Comitato di Gestione.

Il voto è espresso a scrutinio segreto con una sola preferenza sulla apposita scheda. Sono proclamati eletti al Collegio i candidati che, nell’ordine, hanno riportato il maggior numero di voti.

Il candidato che ottiene più voti sarà il Coordinatore del Collegio di Garanzia. A parità di voti prevale il più giovane di età. In caso di decadenza per espresse dimissioni o per assenza ingiustificata a tre riunioni consecutive di uno o più componenti del Collegio, si procede alla decadenza e successivamente alla surroga con il primo dei non eletti nella graduatoria.

Il Collegio di Garanzia decide in merito ai ricorsi presentati dagli iscritti in ordine alle sanzioni previste all’art. 7 del presente Regolamento, comminate ai medesimi dal Comitato di Gestione.

Garantisce il rispetto del Regolamento in merito a quanto statuito dall’art. 7. Il Collegio di Garanzia viene convocato dal Coordinatore tramite avviso scritto da inoltrare attraverso ogni mezzo utile che confermi l’avvenuta comunicazione ai componenti del Collegio.

La valutazione dei ricorsi avviene secondo le modalità previste all’art. 7. Il Collegio può acquisire documenti utili all’esame del caso ed effettuare audizioni per poter assumere le proprie decisioni nella completezza delle informazioni ed in piena autonomia, avvalendosi del supporto della UOSECS municipale.

 

Art. 24 bis

Collegio di Garanzia Cittadino

Avverso le decisioni dei Collegi di Garanzia Municipali, i soggetti interessati possono proporre ricorso, entro 30 giorni dalla notifica, al Collegio di Garanzia Cittadino.

Il Collegio, che ha sede presso l’Assessorato alle Politiche Sociali, è composto di 5 membri, 3 dei quali scelti dal Direttore del Dipartimento alle Politiche Sociali tra i funzionari del Dipartimento stesso e 2 eletti al proprio interno dal Coordinamento Cittadino dei Centri Anziani. Con le stesse modalità vengono scelti due membri supplenti.

Assume la funzione di Coordinatore del Collegio di Garanzia Cittadino, il componente appartenente all’Amministrazione comunale con qualifica funzionale più elevata.

Il Collegio di Garanzia Cittadino dura in carica tre anni in coincidenza della durata degli altri organi collegiali dei centri anziani.

Il Collegio di Garanzia continua ad esercitare le sue funzioni in regime di proroga fino alla nomina del nuovo Collegio che comunque deve avvenire non oltre 60 giorni dalla scadenza del mandato.

Il componente del Collegio scelto all’interno del Coordinamento Cittadino deve astenersi dalla trattazione e dalla decisione dei ricorsi relativi al Municipio di appartenenza. In tal caso viene sostituito dal membro supplente.

 

TITOLO IV

RISORSE ECONOMICHE E FINANZIARIE

Art. 25

Fondi

Le attività dei Centri sono finanziate da fondi di Roma Capitale, provinciali e regionali, o da fondi di altri Enti pubblici messi a disposizione del Municipio e vincolati alla realizzazione del programma relativo alle attività dei Centri Anziani approvato in occasione della predisposizione dei bilanci di previsione, subordinatamente alle risorse messe a disposizione dall’Assemblea Capitolina.

E’ consentito altresì ai Centri Sociali Anziani la possibilità di partecipare a progetti europei.

I bandi di gara finanziati con i fondi di cui sopra devono essere predisposti in maniera dettagliata e nel rispetto dei principi di trasparenza e correttezza.

Le attività complementari sono finanziate con contributi messi a disposizione da altri Enti pubblici e privati, nonché con contribuzioni volontarie e sponsorizzazioni gestite dall’Associazione costituita dal Centro.

 

Art. 26

Criteri di riparto dei fondi

L’Assemblea Capitolina nell’ambito del bilancio preventivo stanzia un apposito fondo per la gestione dei Centri Anziani, scorporando detto fondo da quello più complessivo dei servizi sociali.

In occasione della predisposizione del bilancio annuale il Municipio nell’ambito delle disponibilità finanziarie, definisce la ripartizione dei fondi da destinare ai Centri Anziani ubicati sul territorio, secondo i seguenti criteri:

  1. Una quota fissa per ogni singolo Centro nella misura del 40% del finanziamento previsto;
  2. Una quota pari al 55% rapportata al numero degli iscritti all’1 gennaio di ogni anno;
  3. Una quota pari al 4% a favore del Coordinamento Municipale;
  4. Una quota pari all’1% a favore del Collegio di Garanzia Municipale.

Il Municipio dovrà individuare in un funzionario in servizio presso i propri uffici e ascritto alla categoria C, l’agente contabile responsabile della gestione dei fondi di tutti i Centri Anziani presenti sul territorio di propria competenza, il cui nominativo dovrà essere comunicato al Direttore del Dipartimento alle Politiche Sociali che provvederà alla predisposizione dell’atto di nomina sulla base dei programmi dei Centri e secondo i criteri sopraindicati.

Nell’ambito delle somme stanziate il Dirigente UOSECS, sentito il Coordinamento Municipale, definisce, in sede di predisposizione del bilancio annuale, l’importo da assegnare come contributo diretto per le spese urgenti ad ogni Presidente dei Centri Anziani. Il rendiconto delle spese effettuate deve essere presentato alla Direzione UOSECS che provvede a mezzo dell’agente contabile alla liquidazione entro tre giorni dalla presentazione di regolare fattura o scontrino fiscale, previo parere della Ragioneria Generale.

 

TITOLO V

RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE

COMUNALE E CON IL MUNICIPIO

Art. 27

Funzioni dell’Amministratore Comunale

I Centri Anziani dipendono funzionalmente e amministrativamente dal Municipio nel cui territorio sono istituiti.

Sia l’Amministrazione centrale che quella Municipale possono utilizzare i locali dei Centri Anziani per organizzare iniziative rivolte agli anziani e ai cittadini residenti nel territorio, compatibilmente con il calendario delle iniziative già programmate dai Centri Anziani; le stesse Amministrazioni forniscono informazioni riguardanti iniziative a favore degli anziani.

 

Art. 28

Personale dell’Amministrazione Comunale

I Centri Anziani si avvalgono delle prestazioni degli assistenti sociali, del personale amministrativo e degli operatori culturali e sportivi che prestano servizio presso il Municipio.

Ogni Municipio, a seconda delle esigenze e dei programmi da realizzare, assicura la presenza del suddetto personale presso il Centro.

Qualora presso i Centri Anziani sia necessaria ulteriore attività di competenza comunale a sostegno delle persone anziane in aggiunta a quella di istituto del Centro stesso, tale servizio deve essere garantito, d’intesa con i Comitati di Gestione, dalla competente UOSECS del Municipio.

 

Art. 29

Corsi di formazione

Il Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute provvede, in relazione ai delicati compiti dei componenti il Comitato di Gestione, nella predisposizione dei documenti contabili e nella pianificazione delle attività del Centro, ad organizzare appositi corsi di formazione che potranno prevedere anche l’acquisizione di abilità informatiche.

I candidati ai Comitati di Gestione all’atto della presentazione della candidatura si impegnano a frequentare con assiduità e profitto tali corsi.

 

Art. 30

Il Direttore del Dipartimento Politiche Sociali controlla e verifica la conduzione dei Centri Anziani affinchè l’operato degli stessi sia conforme al presente Regolamento.

 

Art. 30 bis

I Coordinamenti Municipali, nonché i Collegi di Garanzia Municipale devono dotarsi di apposito regolamento di funzionamento interno approvato dal Municipio di competenza. Il Coordinamento Cittadino, nonché il Collegio di Garanzia Cittadino devono a loro volta dotarsi di apposito regolamento di funzionamento interno approvato dal Dipartimento Politiche Sociali e Promozione della Salute.

 

TITOLO VI

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 31

Entro 30 giorni dall’approvazione del presente regolamento devono essere insediati i Coordinamenti Municipali dei Centri Anziani.

 

Il Coordinamento Cittadino dei Centri Anziani è situato in:

Via Portuense, 220 (c/o Casa Vittoria) – tel. 065579717

 

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“Viva gli Anziani”

Cosa è

Dall’esperienza pluriennale di servizio agli anziani della Comunità di Sant’Egidio, ha preso le mosse nel 1998 “Viva gli anziani!”, che conta oggi nel mondo oltre 20.000 iscritti. È una proposta a quanti, anziani e non, vogliono vivere la vecchiaia come un’opportunità per se stessi e per gli altri.

 

Cosa fa

Gli anziani di “Viva gli anziani!” si impegnano nell’evangelizzazione e nella preghiera, in lavori socialmente utili, in esperienze di volontariato e di servizio agli altri.

Ecco alcune attività in cui è impegnato “Viva gli Anziani”!:

  • visita degli anziani in istituto o a casa;
  • raccolta di firme per campagne di sensibilizzazione, come la Lettera di Maria per non andare da anziani in istituto e per fare pressione presso le amministrazioni locali perché siano potenziati i servizi domiciliari agli anziani;
  • preparazione dei pasti che vengono distribuiti la sera ai senza fissa dimora;
  • raccolte periodiche di alimenti, vestiti, medicinali, smistamento e invio ai centri di accoglienza della Comunità di Sant’Egidio per i più bisognosi o spedizione nei paesi più poveri;
  • vendite di beneficenza per finanziare iniziative di solidarietà;
  • corrispondenza scritta con detenuti isolati e senza famiglia;
  • adozioni a distanza.

 

Come aderire

Scrivendo una e-mail all’indirizzo vivaglianziani@santegidio.org, o telefonando al numero 06.8992234 lunedì, mercoledì e venerdì ore 17.30/19.30 martedì e giovedì ore 15.00/19.00, o contattando “Viva gli anziani!” nelle sedi di:

 

“VIVA GLI ANZIANI” INDIRIZZO E ORARI
Municipio Izona Trastevere presso la Chiesa di San CallistoPiazza S. Callisto

Ven. ore 16.00

Municipio IIIzona Serpentara Via Lablanche, 32mart. ore 16.30/18.00
Municipio IIIzona Monte Sacro – Tufello presso la Cappella delle Suore della Divina ProvvidenzaPiazza Monte Gennaro, 47

merc. ore 16.00 (estate ore 17.00)

Municipio  IVzona Tiburtina salone della parrocchia S. Maria del SoccorsoVia del Badile, 1

merc. ore 16.30

Municipio Vzona Alessandrino presso Istituto Preziosissimo Sangue (Bella Villa)Via delle Spighe, 1

mart. ore 16.00

Municipio Vzona Tor Tre Teste presso la parrocchia di San CirilloVia Balestrini, 34

giov. ore 16.30

Municipio VIIzona Torrenova presso la parrocchia di San GaudenzioVia Tenuta di Torrenova, 114

giov. ore 16.30

Municipio VIIzona Tor Bella Monaca presso la parrocchia Santa Rita da Cascia (cappellina)Via Acquaroni, 71

merc. ore 16.30/17.30 (estate)

Municipio VIIIIzona Garbatella – presso la Chiesa di Sant’Eurosia,Via delle Sette Chiese, 103

giov. ore 16.30/17.30

– presso parrocchia San Filippo Neri in Eurosia,

Via delle Sette Chiese, 103

dom. ore 12.00

Municipio XIIzona Tor de’ Cenci – Spinaceto Chiesa di Via degli Eroi di Rodi, lotto 8°giov. ore 16.15/17.15 e dom. ore 10.45
Municipio  IXzona Laurentino Via Lanza, 10ore 16.00/18.00
Municipio Xzona Acilia presso Centro di Culto Beata Gianna Beretta Molla,Via Amedeo Bocchi, 169

mart. ore 16.30

Municipio Xzona Ostia Via delle Baleari, 69mart. ore 16.30/18.00

presso la parrocchia San Vincenzo de’ Paoli

Via D. Baffigo, 65

dom. ore 11.30

Fiumicino presso la chiesa Santa Paola Frassinetti,Via Santa Paola Frassinetti

merc. ore 16.30

Municipio XIzona Trullo Cappellina della parrocchia S. RaffaeleVia di San Raffaele, 28

merc. ore 16.30

Municipio XIVzona Primavalle Via F. Borromeo, 77merc. ore 16.30

 

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Ginnastica per anziani

Che cos’è l’Attività Fisica Adattata?
Si tratta di una ginnastica dolce, utile sia dal punto di vista fisico-motorio, sia sotto il profilo piscologico e sociale. La sigla AFA, acronimo di Attività Fisica Adattata, è mirata, in particolare, alla cura di ipomobilità, artrosi, mal di schiena, prevenzione dell’osteoporosi e più in generale a promuovere la modifica di stili di vita a rischio e alla prevenzione di fragilità e disabilità.

 

Come si accede al servizio di Attività Fisica Adattata?
Per accedervi, gratuitamente o con contributi erogati in base alle diverse fasce isee, è sufficiente rivolgersi agli specifici uffici della propria ASL. Occorreranno un certificato medico che attesta l’idoneità all’attività fisica prevista o che la consiglia a fini preventivi e terapeutici.

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Università della terza età

Che cosa sono e che offrono

Sono centri culturali riconosciuti dalle Regioni con la finalità di promuovere la cultura fra i cittadini e favorire l’inserimento degli anziani nella vita sociale e culturale della città in cui vivono. Sono istituiti centinaia di corsi che vanno dalla storia dell’arte e archeologia, alle tecnologiche sessioni di informatica e Internet.

Ci si può dedicare alla pratica dello yoga, alle tecniche di fotografia, alla pittura, al canto.

Ogni Università offre servizi accessori, quali attività ricreative e turistiche, convenzioni con palestre, teatri, librerie.

 

Quanto si paga

Le Università della terza età prevedono un contributo per la frequenza ai corsi, che varia a seconda della specialità.

 

Organizzazione dei corsi universitari a Roma:

Università popolare UPTER Via del Corso, 101

Tel. 06.6920431 – Fax 06.6781642

UNISPED

(fondata dall’Opera  Diocesana Assistenza)

lun. ven. 8.30/14.00

lun. merc. ven. 8.00/10.30

 

Via G. Ferrari, 1

Tel. 06.367031

 

Viale Manzoni, 5

Tel. 06.70450836

Università 50&PIU’

tutti i giorni 9.30/13.00, merc. 9.30/16.00

Piazza della Cancelleria, 85

Tel. 06.68805532

AUSER Via Buonarroti, 12

Tel. 06.4888251

UNLA             Via Arco del Monte, 99

Tel. 06.6838984/06.68804301

Associazione Cultura e

Società Università del 2000

Viale Manzoni, 5

Tel. 06.77205902

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Turismo per anziani invalidi – libero accesso

Cosa è

La Cooperativa Azzurra ’84, con il finanziamento del Comune di Roma, offre il programma turistico ricreativo completamente gratuito rivolto ai disabili di tutte le età (visite guidate, tour culturali, enogastronomici, naturalistici e folkloristici). Il progetto è gestito dai disabili.

 

Chi può fare domanda

Tutte le persone con riconoscimento di invalidità civile, o comunque con gravi difficoltà di deambulazione, anche anziane.

 

Quanto si paga

Le iniziative sono gratuite.

Gli invalidi saranno accompagnati da personale fornito dal progetto stesso, oppure da un amico o da un familiare.

 

Come attivare il servizio

Telefonare al numero 06 3545 4121 dal lunedì al venerdì ore 9.00/17.00, per conoscere il programma, che viene redatto ogni mese e prenotare sé stessi ed un eventuale accompagnatore alle iniziative turistiche.

ATTENZIONE:

Il servizio ha smesso di funzionare dal 1° ottobre 2013; per qualsiasi altra informazione contattare Roma Capitale al nr. 060608 dalle ore 9.00 alle ore 21.00.

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RES – Registro Cittadino della Solidarietà

Cosa è

Il Registro Cittadino della Solidarietà del Comune di Roma nasce per raccogliere le disponibilità di tutti quei cittadini, gruppi e aziende che desiderano mettere a disposizione le loro capacità e professionalità, le loro risorse e le loro competenze per contribuire alla crescita di una comunità solidale. Il Registro della Solidarietà potrà infatti raccogliere, grazie ad uno speciale archivio informatico, le diverse disponibilità e di attivarle quando ve ne è la necessità, divenendo punto di riferimento per tutti coloro che vogliono partecipare alla vita cittadina pur non avendo la possibilità di svolgere un’attività continuativa di volontariato. Praticamente ogni competenza potrà essere utile: saper insegnare, conoscere lingue straniere, intendersi di informatica, saper cucinare, guidare.

 

Chi può offrire la propria disponibilità

Tutti possono rendersi utili; il compito del RES è proprio quello di incrociare le disponibilità con le necessità. Tutti gli iscritti al Registro saranno costantemente tenuti informati sulle attività grazie all’utilizzo di newsletter telematiche, giornali e sms. Anche il sito Internet (www.comune.roma.it) sarà un veicolo utilizzato sia per dare notizia delle attività in corso sia per segnalare necessità specifiche e progetti in corso.

 

Dov’è

Il Registro della solidarietà ha sede in via del Colosseo, 41 (accanto alla fermata “Colosseo“ della Metro B). L’attività, curata da volontari e operatori sociali, va dal lunedì al sabato ore 9.00/17.00.

È possibile ottenere informazioni e dare la propria disponibilità chiamando il numero 06.06.06.

Per la gestione dei casi di emergenza il RES non ha invece limiti di orario.

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Radio in blu – preghiera della Comunità di Sant’Egidio

Radio In Blu si collega con la Basilica di Santa Maria in Trastevere e trasmette in diretta la preghiera serale della Comunità di Sant’Egidio dal lunedì al venerdì alle ore 20.30

Radio In Blu frequenza 96.30 Mhz

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Nonni su internet

Che cosa è

Un progetto promosso dal Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Sociali e Assessorato alla Semplificazione) e dal Consorzio Gioventù Digitale, che organizza corsi di alfabetizzazione informatica, finalizzata all’uso di internet e della posta elettronica e svolto presso le sedi di alcune scuole che di anno in anno offrono la loro disponibilità nei 19 Municipi di Roma.

 

A chi è rivolto e come partecipare

A tutte le persone che hanno compiuto 60 anni di età.

I corsi consentono ogni anno la partecipazione di circa 500 anziani.

Le iscrizioni si effettuano a settembre.

Telefonare al Tel. 06.76968660/06.42014109, oppure al numero unico del Comune di Roma 06.06.06, o collegarsi al sito internet www.gioventudigitale.net, per conoscere le sedi dei corsi e le disponibilità.

 

Quanto costa

La partecipazione è gratuita.