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Apre la Boutique della Caritas

Apre la boutique della Caritas: capi firmati rimessi a nuovo da profughi divenuti sarti

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Chic, prezzi simbolici, cuore grande. A via Monza 4, a Roma, è stata inaugurata stamattina una boutique molto particolare. Gli abiti e gli accessori in vendita, la maggior parte dei quali firmati, sono stati rimessi a nuovo da un team sartoriale di alto livello appositamente preparato nei laboratori della Caritas. Giovani donne di varia nazionalità, senegalesi, nigeriane, del Bangladesh, con alle spalle storie di sfruttamento e miseria, attualmente richiedenti asilo, hanno imparato un mestiere e dato vita ad un circuito sartoriale e di vendita di manufatti di qualità.

Gonne in tulle, top merlettati, tubini , completi di lino, eleganti camicie in chiffon. L’intero ricavato della “Boutique 
solidale” permetterà di potenziare il laboratorio stesso, incrementando 
il numero dei partecipanti e aumentando i corsi di formazione. Il 
gruppo di lavoro naturalmente riceve un rimborso spese per l’opera 
svolta, anche se l’obiettivo maggiore è di arrivare ad un pieno reinserimento sociale di persone 
svantaggiate. “Vogliamo rendere consapevole la città 
dell’importanza del riuso e del riciclo, diffondendo l’idea che 
ciò che è di seconda mano può trasformarsi in moda, oltre che divenire una fonte di lavoro 
per chi dal mercato del lavoro è escluso” dicono gli organizzatori.

“La solidarietà significa rendersi 
conto della persona che si ha davanti e metterla in condizione di 
camminare con le proprie gambe, a ritrovare la dignità del 
proprio vivere; l’apertura di questa boutique della solidarietà 
significa proprio questo: noi vogliamo aiutare le persone a dire 
a loro stesse ’io mangio con il lavoro delle mie mani’ spiega monsignor Enrico 
Feroci, direttore della Caritas.

Sugli scaffali della boutique tanti capi 
di abbigliamento ricevuti in donazione e rimessi a modello dagli 
ospiti delle strutture Caritas, a prezzi simbolici. Gonne a 5 euro, pantaloni a 15, abiti da cocktail a 30 euro. Il primo scontrino è stato fatto alla rappresentante di Telefono Rosa: 10 euro, una camicia in seta bianca e nera.

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112 – Numero unico per tutte le emergenze

Numero unico per tutte le emergenze

Un solo numero per un coordinamento veloce tra tutte le forze in campo: carabinieri, polizia, soccorso sanitario e vigili del fuoco. Nella centrale operativa sono impegnate circa 80 persone che sono in grado di rispondere in 14 lingue diverse.

I vantaggi del numero unico: velocità, precisione, semplicità.  Con il Numero Unico per le Emergenze 112 si definisce un nuovo approccio alla gestione delle emergenze che si possono riassumere in tre vantaggi:

  • Ottimizzazione dei tempi di intervento: con il 112 sarà possibile geolocalizzare la chiamata e garantire una risposta coordinata e integrata tra le varie forze alle emergenze
  • Riduzione degli errori: con il 112 viene filtrato più del 50% delle chiamate inappropriate eliminando chiamate inutili e veicolando alle forze interessate le notizie importanti che determinano gli interventi necessari nel minor tempo possibile.
  • Semplificazione: fine alla giungla di numeri da chiamare per le emergenze, garantendo accessibilità a qualunque cittadino italiano o straniero da telefono fisso o mobile con relativa traduzione in lingua se necessario (14 lingue).
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Servizio di anagrafe a domicilio

Certificati anagrafici a domicilio in carta semplice e/o bollata.

Telefonare al n. 186 e dire i dati anagrafici all’operatore.

Per il certificato in carta semplice: addebito sulla bolletta telefonica.

Per il certificato in carta bollata: come sopra; inoltre il postino riscuote il prezzo del bollo.

 

Carta d’Identità

Alcuni Municipi sono attrezzati anche per scattare foto a domicilio.

 

Cambio residenza – Atti notori – Autenticazione della firma

Una persona, con delega in carta semplice e un certificato in cui si attesta che l’anziano è impossibilitato a deambulare o uscire da casa, si reca al servizio anagrafico del proprio Municipio di residenza (vedi aiuto e assistenza sociale/municipi),   e fissa un appuntamento con un impiegato che andrà al domicilio.

Il servizio è gratuito.

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QUANTO SI PAGA: L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente)

Cosa è

L’ISEE è un modo per calcolare la disponibilità economica, cioè la ricchezza, di un nucleo familiare. La misurazione del reddito serve a consentire, a chiunque ne abbia bisogno, di ricevere una prestazione assistenziale pagando una quota, calcolata in base al proprio reddito.

Su indicazioni generali emanate dallo Stato, ogni Comune ha stabilito i criteri di applicazione.

 

A cosa serve

Ad avere accesso ai servizi assistenziali non residenziali (cioè per tutti quegli aiuti che permettono ad una persona in difficoltà di continuare a vivere nella propria casa) e calcolare se c’è un contributo da pagare per quei servizi.

Fino all’ottobre 2002, solo chi aveva un reddito basso aveva diritto a prestazioni sociali (come l’assistenza domiciliare..) e le otteneva gratuitamente; tutti gli altri, ne erano esclusi. Ora, con l’ISEE, ogni persona potrà chiedere al Comune un servizio di assistenza e potrà averlo sulla base dei fondi a disposizione dei Municipi, con una partecipazione alle spese.

 

Chi lo calcola

Il calcolo dell’ISEE può essere chiesto solo all’INPS ed ai centri CAAF autorizzati, mediante la compilazione di un modulo in cui si dichiarano i dati anagrafici, i redditi propri e quelli dei componenti il nucleo familiare. La dichiarazione può essere fatta da uno dei membri del nucleo. Gli uffici, entro breve tempo, calcolano l’ISEE e lo mettono a disposizione di chi lo ha richiesto e degli enti a cui la persona si rivolge per avere prestazioni sociali agevolate. In

seguito, ci si deve recare presso il Servizio Sociale del proprio Municipio, muniti dell’attestato di aver presentato la dichiarazione, sia per fare la domanda di assistenza, sia per compilare un altro modulo per consentire al Comune di applicare le ulteriori agevolazioni previste. Nel caso di difficoltà a muoversi, è previsto che questa documentazione possa essere spedita o

che gli impiegati del Comune si rechino presso il domicilio della persona.

 

Quanto si paga

Anche con l’ISEE, coloro che hanno un reddito basso non dovranno pagare nulla per l’assistenza ricevuta, mentre tutti gli altri dovranno pagare al Comune un contributo che sarà proporzionale alle proprie disponibilità economiche.

L’ISEE (Indicatore situazione economica equivalente) è il risultato di un’operazione:

ISEE = Totale dei redditi

Diviso

Un numero prefissato del nucleo familiare che varia in base al numero dei componenti del nucleo familiare

 

Redditi

Nel calcolo vengono considerati tutti i redditi di un nucleo familiare (stipendi, pensioni, proprietà immobiliari, etc…). Dal reddito vengono poi detratte alcune somme per la casa in cui si abita (sia di proprietà che in affitto), ed altre. Inoltre, il Comune di Roma ha deciso di concedere ulteriori agevolazioni a chi è in affitto e a chi è proprietario della casa in cui vive. In definitiva, il valore della casa di proprietà, in cui si abita, non incide sul reddito fino ad € 129.115,69 e si ha diritto ad una detrazione per l’affitto fino ad € 6.204,57 all’anno.

 

Nucleo familiare

Se nella famiglia ci sono persone con handicap o con invalidità superiore al 66% o persone minori di età, il numero per il quale si divide il reddito è più alto, così che l’ISEE risulta più basso. Il Comune di Roma ha stabilito di considerare come nucleo dell’anziano che ha bisogno di assistenza quello formato dallo stesso anziano più l’eventuale coniuge, anche se l’anziano vive con altre persone. Però, nel caso in cui il reddito dell’anziano sia determinante per il mantenimento delle persone con cui vive, può essere preso a riferimento tutto il nucleo al suo completo.

 

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Pasti a domicilio

Cosa sono

Erogazione di pasti caldi o precotti a domicilio, ad anziani che ne abbiano bisogno.

 

A chi è rivolto

Anziani non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti, nell’ambito del Servizio di assistenza domiciliare socio-assistenziale, residenti nel territorio del:

– Municipio I

– Municipio XIV

– Municipio XV

I requisiti di reddito sono quelli dell’assistenza domiciliare, secondo quanto previsto dall’ISEE (vedi “Quanto si paga” aiuto e assistenza sociale/programma “viva gli anziani”).

 

Pasti a domicilio in estate

Sono offerti agli anziani che ne hanno bisogno, in tutta Roma, dai volontari coordinati dalla casa del volontariato.

 

Come attivare il servizio

Bisogna fare domanda al Servizio Sociale del Municipio I (vedi aiuto e assistenza sociale/municipi).

Probabilmente il servizio sarà esteso a tutti i Municipi, grazie al piano regolatore sociale del Comune di Roma.

Per informazioni telefonare allo 06.06.06.

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EMERGENZA: Sala Operativa Sociale del Comune di Roma

Cosa è e come si attiva

Una sala operativa, per segnalare telefonicamente e intervenire sulle emergenze sociali, 24 ore su 24. Per attivarne l’intervento è necessario telefonare al numero verde 800.440022, tutti i giorni 24 ore su 24.

 

Cosa fa

Raccoglie segnalazioni e interviene sulle emergenze.

Dispone di 10 macchine attrezzate, di psicologi, educatori, assistenti sociali che intervengono nelle situazioni di emergenza, attiva i servizi esistenti.

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Autocertificazione

Cosa è

L’autocertificazione è una dichiarazione in carta semplice che sostituisce i certificati.

Niente più file agli sportelli.

 

 

Per che cosa si usa

Per quasi tutte le pratiche negli uffici pubblici. Mai in sostituzione di certificati sanitari, o veterinari.

 

Chi la deve fare

L’interessato o, se questi si trova in condizioni di temporaneo impedimento, un parente prossimo, fino al terzo grado.

 

Chi deve accettare l’autocertificazione

Le amministrazioni pubbliche (Municipi, ASL, Ministeri…) sono tenute a non chiedere certificati.

L’autorità Giudiziaria e i privati non sono obbligati ad accettare autocertificazioni.